Vini Arcole DOC
di admin Cura il risultato di 5080 ettari vitati, con una superficie aumentata del 13%, negli ultimi 6 anni e imbottigliamenti, che hanno raggiunto gli 8.500 ettolitri (pari a 1.100.000 bottiglie), tutti destinati ai mercati esteri, Gran Bretagna, in primis, Il Consorzio Tutela Vino Arcole Doc, che ha visto una crescita importante, negli ultimi, anni trainata dal Pinot Grigio. Per essere più competitivi, sul mercato internazionale, nello scorso febbraio 2021 l’assemblea dei soci del Consorzio ha approvato una modifica del disciplinare, che introduce la tipologia rosato e della specifica superiore per il Pinot Grigio. Viene reintrodotta, inoltre, la varietà Gargànega, in etichetta, dando, al tempo, maggiore risalto all’Arcole Nero riserva. La modifica del disciplinare mira a focalizzare la produzione, su una varietà, che sta godendo di grande successo internazionale, ma, che nello stesso tempo, ha bisogno di tutele e di essere valorizzata. In tal senso, è stata introdotta la specifica superiore per il Pinot Grigio e la valorizzazione del rosato, tipologia molto richiesta, sul mercato inglese. Le stime di produzione sono positive e in aumento, anche se è stata considerata la misura dello stoccaggio, per l’annata 2020, per riequilibrare il mercato. Tutto, per diffondere ancora di più la denominazione, verso l’estero. con grande attenzione, appunto, alla redditività, per i viticoltori. «In questi anni, l’intera denominazione ha lavorato verso la valorizzazione della nostra produzione – evidenzia Stefano Faedo, presidente del Consorzio – preparando le basi per essere più incisivi, sul mercato, e fornire un prodotto distintivo e identitario. A fianco del Pinot Grigio, abbiamo deciso di mantenere anche la Garganega e dare più risalto alle riserve, specialmente dell’Arcole Nero, segno del fortissimo legame con il nostro territorio».
Pierantonio Braggio
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