Rinviato al 2022 il grande Vinitaly. Un evento speciale, in giugno…?

Previsto per il prossimo giugno, esso è stato rimandato al 2022, con una decisione, certamente pesante, ma saggia. A rimetterci sono i vitivinicoltori, il pregiato vino veronese, l’attivo Veronafiere, che perde la sua più nota ed apprezzata manifestazione, e la capitale del vino, Verona. “L’annullamento del Vinitaly era nell’aria, dato che le condizioni pandemiche non avrebbero permesso uno svolgimento regolare della manifestazione. Credo però che sarebbe opportuno, comunque, tentare di organizzare un’edizione speciale, in giugno, tra presenza e digitale, per non perdere anche il colpo del 2021”. Così commenta la forzata e sofferta decisione Christian Marchesini, presidente dei viticoltori di Confagricoltura Veneto, sul rinvio del Vinitaly al 2022. “È doveroso un ringraziamento alla dirigenza dell’Ente Fiera, per l’impegno profuso nell’organizzare eventi collaterali – sottolinea -. Tuttavia credo che la mancanza dell’edizione 2021 del Vinitaly rimanga una grandissima perdita. Perciò sono convinto che, prendendo spunto anche dall’evento organizzato di recente dal Consorzio di tutela Valpolicella, in giugno si possa pensare a organizzare un Vinitaly, in un mix tra digitale e in presenza, chiamandolo ad esempio Vinitaly New Edition, con tutte le aziende e i consorzi, che vorranno partecipare. Potrebbe essere un’occasione per ricordare a tutti che l’Italia del vino c’è, che il Vinitaly c’è e che il mondo del vino è sempre disponibile a organizzare eventi che sostengano il sistema vitivinicolo”. Aggiunge Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto: “Con la terza ondata del virus c’era il grande punto interrogativo, sull’arrivo degli operatori stranieri e, quindi, la scelta di annullare la manifestazione, anche se dolorosa, era inevitabile. Due anni senza Vinitaly sono un colpo duro per il comparto, che sta già soffrendo, per il blocco del canale Horeca. Gli eventi collaterali che verranno organizzati sono importanti, ma non sono ovviamente la stessa cosa. Auspichiamo perciò di ripartire a pieno ritmo nel 2022, mettendoci a disposizione, per contribuire a quella, che dovrà essere un’edizione davvero speciale, che dia grande risalto al mondo del vino italiano”. Piergiovanni Ferrarese, presidente dei Giovani di Confagricoltura Verona e Veneto: “Ringraziamo Veronafiere, per la capacità di ascolto delle aziende, in questi mesi di incertezza. I Giovani di Confagricoltura si mettono fin d’ora a disposizione, per pensare a proposte concrete per quella che sarà l’edizione Vinitaly del 2022, che non potrà essere una copia del 2019, perché in questi due anni è cambiato il mondo, così come sono cambiati il mondo vinicolo e i consumatori. Dovrà cambiare di conseguenza il modo di fare esposizione, di presentare i prodotti e di coinvolgere gli operatori esteri. Occorre progettare un’edizione innovativa, capace di riportare il sistema vino italiano al centro dell’attenzione dei consumatori”. Opinioni diverse, ma esprimenti una tenace volontà di proseguire, onde la voce “vino” prevalga sul termine “virus”…, che, auspichiamo, possa essere definitivamente sconfitto, al più presto, per lasciare spazio ancvhe al nostro ed internazionale Vinitaly.
Pierantonio Braggio

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