Freddo :Meno 5°, in campagna si temono danni alle albicocche…kiwi e non solo

di admin
Francesca Aldegheri, referente per il settore frutticolo di Confagricoltura Verona: “Pericolo per le varietà precoci, già in fiore. Ciliegie, mele, pere e pesche sono, ancora, in uno stato vegetativo post invernale e, quindi, per ora, non ci sono state conseguenzenze”.

 Per chi lavora in campagna, per chi dedica la sua vita alla produzione di verdura e frutta, o all’allevamento, non vi è mai certezza, su quale sarà il risultato finale del proprio impegno. Incertezza, causata da un insieme di fattori imprevedibili, che vanno, dal maltempo, da assenza/abbondanza di precipitazioni o da temperature inadatte, fino alla presenza, anche improvvisa, di funghi o di insetti, o di epidemie, che sembrano esistere, unicamente, per creare danni alle coltivazioni. Un esempio di ciò, si rileva dal seguente comunicato di Confagricoltura Verona del 9 marzo scorso: ”Paura, per i frutteti veronesi, dopo le gelate di sabato, domenica e ieri notte. Nelle campagne veronesi, la temperatura è andata sottozero, per parecchie ore e gli agricoltori hanno temuto, soprattutto. per le piante di albicocche, dato che il caldo delle scorse settimane ha anticipato le loro fioriture. “La bella stagione è in anticipo – sottolinea Francesca Aldegheri, referente per il settore frutticolo di Confagricoltura Verona -, dato che ha fatto caldo e le gemme delle piante hanno iniziato a ingrossarsi. Si è arrivati a picchi di meno cinque gradi sottozero, alle 5 del mattino di domenica: gelate dannose, per le varietà precoci di albicocche, perché, soprattutto, nell’Est veronese, il 30 per cento, ha iniziato la fioritura e qualche danno potrebbe esserci stato. Ne verificheremo, nei prossimi due o tre giorni, l’entità. Per quanto riguarda le altre drupacee, non sono ancora iniziate le fioriture vere e proprie e, perciò, non ci sono conseguenze”. Per ora, in generale, dunque, ,il pericolo è scampato, anche perché le gelate sono arrivate in anticipo, rispetto all’anno scorso, quando le temperature andarono sottozero, verso la fine di marzo, causando perdite, non solo per le albicocche, ma anche per i kiwi e le mele. “Visto che di giorno le temperature sono di 15-16 gradi, speriamo che le gelate si concentrino, in questo periodo, in modo da limitare i danni – osserva Aldegheri -. Marzo, però, è ancora lungo e dobbiamo incrociare le dita, perché negli ultimi anni le gelate e il freddo anomalo sono diventati una costante. Se si verificassero, tra qualche settimana, con l’intensità di questo periodo, causerebbero danni, come l’anno scorso. Già, un grado sottozero può portare grossi danni, bruciando i fiori e di conseguenza riducendo le produzioni”. Negli ultimi anni le gelate sono arrivate, perfino, in maggio. L’anno scorso, il freddo e la tempesta, giunti in primavera inoltrata, pregiudicarono fortemente la stagione dei seminativi. Nel 2018, sempre in maggio, pioggia e maltempo flagellarono albicocche, ciliegie e kiwi. Nell’aprile del 2017, furono i vigneti a subire perdite importanti, a causa delle temperature sottozero, con danni estesi a tutta la provincia. Fino a metà marzo, peraltro, il territorio non sarà coperto dal rischio gelate e brinate. “La campagna assicurativa è stata aperta, la scorsa settimana, ma la copertura diventa operativa, dopo 12 giorni – segnala Andrea Foroni, presidente del settore frutticolo di Confagricoltura Veneto -. Quindi, se le gelate arrivano ora, anche le aziende agricole assicurate non possono avere risarcimenti, per i danni. Per le aziende, è causa di forte stress l’impossibilità di assicurarsi nei tempi giusti”. Problemi pesanti, dovuti ad accadimenti diversi ed imprevisti, dunque, per l’agricoltura, che, appunto, per quersto, dev’essere più conosciuta e, in ogni forma possibile, sostenuta.
Pierantonio Braggio

Condividi ora!