Grande mostra, in Sala Boggian, Castelvecchio, Verona, dal titolo:” L’Inferno di Michael Mazur, fra arte e letteratura”.

di admin
Creata, in occasione dei 700 anni della morte di Dante Alighieri (1265-1321), sarà aperta sino al 3 ottobre di quest’anno, nel quadro delle celebrazioni dantesche.

“Arte e letteratura”: la spiegazione di queste due voci, accoppiate, è molto semplice: l’esposizione in tema, presenta raffigurazioni, in acquaforte e in acquetinte, di settori dell’“Inferno” dantesco, accompagnate, ciascuna, dal canto della “Commedia”, in versi – con tanto di accurata traduzione, in inglese, di Robert Pinsky – che ognuna di esse descrive. Si tratta di quarantuno lavori, che l’artista americano, Michael Mazur (1935-2009), donò al Museo di Castelvecchio e, quindi alla città di Verona, nel 2000, quando ebbe luogo, sempre a Castelvecchio, una prima mostra – un sogno, che veniva a compimento, scrisse Mazur – di tali opere. Le incisioni, sono conservate, oggi, nella cartella originale, predisposta in soli cinquanta esemplari, portante il titolo: ”Michael Mazur, Etchings. L’Inferno. Dante.” e contrassegnata dalla dicitura “Artist’s proof set for Castelvecchio”. Una rarirà, quindi, anche perché prodotta dal maestro tipografo, Robert Townsend. Come, in parte sopra menzionato, la mostra ha luogo, nel quadro del progetto delle celebrazioni dantesche veronesi, dovute a quel Divin Poeta, che fu ospite degli Scaligeri e, quindi di Verona, con intervalli, negli anni 1304 e 1320, e morto settecento anni orsono. Traspare, dalle opere esposte, si legge nel comunicato del Museo di Castelvecchio, una “interpretazione decisamente originale ed intimamente sentita del viaggio dantesco, frutto della lunga meditazione di Mazur, sui significati del Poema e sul rapporto fra testo ed immagine. Alle possibilità espressive delle tecniche utilizzate è affidata una vera e propria “traduzione visiva” del testo, in parallelo a quella letteraria”. L’esposizione è stata aperta ufficialmente, il 5 febbraio scorso, dal sindaco di Verona, Federico Sboarina, dall’assessore alla Cultura, Francesca Briani, e dalla direttrice dei Musei Civici veronesi, Francesca Rossi, che ha curato l’allestimento della mostra stessa, in collaborazione con Daniela Brunelli e Donatella Boni.
Pierantonio Braggio

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