CGIA, Mestre, in audizione al Senato: “Il recovery Plan sia a misura di PMI”!

di admin
L’attenzione dev’essere volta non solo alle imprese di grandi dimensioni. CGIA ha ricordato alla Commissione che “le PMI costituiscono, in Italia, il 99,9 % delle imprese presenti nel Paese e che, in esse, trova lavoro il 77,5 % del totale degli addetti”.

 
Ha avuto luogo, il 1° marzo 2020, l’audizione di CGIA, Mestre, presso la Commissione congiunta Bilancio e Politiche Europee del Senato, per la discussione del Piano nazionale di ripresa e resilienza – il cosiddetto Recovery Plan – che il governo Draghi sta mettendo a punto, in queste settimane. Importante, l’intervento del segretario degli Artigiani mestrini, Renato Mason, alla luce del fatto, che, ogni Paese, membro dell’Unione Europea, ha le sue caratteristiche e che, quindi, l’Italia ha le proprie, talché il Segretario ha evidenziato come: “Un documento così importante non può concentrarsi, solo sulle imprese di grandi dimensioni. E’ stato ricordato alla Commissione che le PMI, in Italia, costituiscono il 99,9 % delle imprese presenti nel Paese e che, in esse, trova lavoro il 77,5 % del totale degli addetti”. “Troppo spesso” – sottolinea CGIA, che dispone di massima competenza in materia – “le scelte programmatiche si concentrano su temi, ambiti e questioni, che sfiorano, appena, queste realtà che, invece, costituiscono il tessuto connettivo, su cui si basa l’economia italiana e veneta, in particolare”. Nel merito delle missioni del piano si è sottolineato, come ‘debba essere favorita la trasmissione dei mestieri alle nuove generazioni, puntando sul ruolo e la centralità del lavoro manuale’. Altresì, “vanno promossi gli appalti a Km zero, al fine di recuperare un rapporto, tra gli investimenti pubblici e le imprese del territorio”. Infine – altro comparto – è stata sottolineata la necessità di ‘aiutare il ricambio degli automezzi pesanti, ormai obsoleti, includendo i piccoli vettori, nel trasporto pubblico locale. Tutto questo incentivando, in maniera organica e strutturale, il rapporto tra scuola, impresa e lavoro”. Temi, dunque, importanti, non ultimo quello di “scuola e lavoro”, onde i giovani, che, terminata la frequenza scolastica, si presentano in azienda, dispongano, se non di tutte, ma di quelle competenze, che l’azienda s’attende d’incontrare. Inoltre, i giovani, se bene formati, trovano meno difficoltà ad inserirsi nell’esecuzione del compito, che viene loro assegnato.

Pierantonio Braggio

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