Terremoto annunciato in Cattolica: L’IVASS chiede un cambio ed altro.
di adminPoco fa un comunicato stampa doveroso, dato che la società è quotata, riferisce quello che la stampa nazionale aveva anticipato da qualche ora. Nel comunicato si legge che " a seguito della ispezione conclusa il 24 luglio 2020, ha consegnato al
Consiglio di Amministrazione della Società il relativo verbale ispettivo, con
risultanze sfavorevoli e l’avvio di un procedimento sanzionatorio verso la società."
Sui social tra i soci immaginiamo ridde di ipotesi e di commenti. Ora , però, crediamo sia necessario attendere e non trarre delle conclusioni anche se ci sono tanti gli interessati. Ricordiamo che Cattolica rimane cooperativa, e quindi con soci, fino al 31/3/21, mentre poi il capitale sarà nelle mani degli azionisti. Ci sono da valutare i possibili sviluppi per gli agenti, figure molto importanti in Cattolica, e non trascuriamo i dipendenti poi. Ci sentiamo invece di escludere, per questi fatti , ripercussioni sui clienti che sembrano i maggiori beneficiari degli interventi dell’IVASS. Ricordiamo che la società, ora, ha 60 gg di tempo per rispondere ed eventualmente contestare il provvedimento, ma intanto, ci pare curioso riportare quanto è scritto sul sito di Dagospia: ALBERTO MINALI SI È LECCATO GLI OCCHI LEGGENDO IL DIKTAT DELL’IVASS". Lo stesso Minali, in causa con la Compagnia, ora è al servizio del Vaticano come esperto di finanza.
Certo non è bello per chi come noi, da questo giornale, non ha mai condiviso il modus operandi di questa operazione, leggere quanto riporta Ilsole 24 ore, e non citato dal comunicato della società, relativamente al premio che il board avrebbe assegnato ai chi ha operato per trasformare Cattolica. Il giornale della Confindustria infatti recita: "….la decisione recente di distribuire un premio straordinario a chi ha portato a termine l’operazione di partnership…." sarebbe stata una delle motivazioni che hanno fatto intervenire l’IVASS anche in merito alle regole sulla remunerazione. Non si sa quando questo premio sia stato approvato. Questo premio, sapendo che c’è una indagine della magistratura in corso, a noi pare una beffa.
Certo al di là di questi commenti la vicenda Cattolica ha scosso tutta la città ma non tutti si sono attivati per impedire questa trasformazione onerosissima. Tanti sono stati silenti anche se le analisi del voto dicono che la maggior parte dei soci veronesi votanti, non approvavano le scelte del CDA che invece sono state approvate per il massiccio intervento dei soci non locali. Ma torniamo a quanto racconta il SOLE : l’IVASS chiede un rafforzamento patrimoniale che completi l’aumento di capitale e la cessione entro il 2021 anche del cospicuo portafoglio di azioni proprie rinvenienti del diritto di recesso. Questo lascerà indifferente iltitolo lunedì prossimo? Non lo crediamo. I vecchi soci hanno sopportato perdite non indifferenze sulla quotazione, ed ora, a che prezzi saranno venduti questi titoli pagati 5.47? I soci sono soci azionisti certo, ma non per questo devono vedere i loro risparmi ( per tantissimi Cattolica rappresentava la sicurezza di investimento per la vecchiaia) falcidiati. Credo che la città è ora che si svegli dal torpore e riprenda in mano il dossier Cattolica anche con Generali. Finora i più attivi a muoversi con decisione sono stati i parlamentari della Lega. Oltre a qualche intervento a titolo personale di altri parlamentari, vale ricordarequello dell’on. Paolo Paternoster che aveva presentato una interpellanza sulla vicenda e la presa di posizione decisa della Curia veronese oltre che del combattivo consigliere regionale Valdegamberi. Immaginiamo poi che potranno esserci, visto l’intersecarsi di varie vicende, ripercussioni anche sulla Fondazione Cattolica, estranea alla vicenda, ma guidata sempre da Bedoni e altre figure a lui vicine del gruppo Cattolica.
In sintesi ed in attesa di avere più certezze, ci pare che queste ed altre vicende recenti in cui è incorsa Cattolica non paiono conseguenze soltanto di scelte discutibili e di eventi locali che hanno minato la fiducia verso l’attuale governance, ma che siano riflesso indotto soprattutto di mutati equilibri politici finanziari nazionali.
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