Nuovi progetti del Consorzio del Soave, per il 2021. 2020: anno straordinario, di grande cambiamento, nel segno delle Unità Geografiche

di admin
Come è noto, nel cinquantesimo anniversario dalla sua fondazione, il Consorzio ha espresso i propri valori, attraverso il dettagliato volume “Soave Terroir”, base di partenza di un grande progetto multimediale di comunicazione, che verrà presentato, nel 2021.

 Da luglio a novembre, un team del Consorzio ha girato l’intera denominazione, filmando i cambiamenti delle stagioni e la raccolta della Gargànega, sorvolando, con un drone, le colline vitate, mappandole e interpellando i viticoltori, con la voce unica del territorio.Un ottimo e produttivo lavoro: ventiquattro le unità geografiche, rivendicate nel 2020, 34 aziende coinvolte nei video, 11 ore di girato, per 441 giga di materiale. I video, derivanti da tale impegno, saranno sottotitolati in inglese, russo, giapponese e francese e, nel corso del 2021, diffusi, sui social di vari brand ambassador. Per l’Italia, sarà il sorriso di Chiara Giannotti di Vino.tv a presentare il racconto. Le voci saranno quelle dei produttori, che in questi mesi, sono diventati dei veri attori, protagonisti della denominazione. Un tutto di pregio, dobbiamo sottolineare, destinato a dare eccellenti frutti. Soave Terroir è anche una mappa in 3D, nella quale, sono stati evidenziati, come detto, molto saggiamente e in modo particolareggiato, i vigneti e le aree boschive delle Unità Geografiche. Un dettaglio sorprendente, che sottolinea il rapporto simbiotico, tra il vigneto e il suo paesaggio, da sempre al centro dell’attenzione dell’attivo Consorzio. Tale attenzione continuerà nel 2021, attraverso un’azione di 24 unità geografiche rivendicate nel 2020, 34 aziende conriqualifica paesaggistica, partendo dagli elementi distintivi, quali la pergola veronese e il muretto a secco, protetti anche dalla FAO. La ricerca rimarrà, quindi, prioritaria, nell’azione consortile, come base di creazione di valore aggiunto, per lo sviluppo del territorio, padre della Gargànega.«E’ stato un anno, il 2020, in cui, la parola chiave è stata “resilienza” – afferma Sandro Gini, presidente del Consorzio del Soave – dove le denominazioni sono state una barriera, che ha aiutato i produttori a reggere un periodo difficile, l’equilibrio produttivo, che, quest’anno è stato un obiettivo raggiunto, per la denominazione. E’ l’unione, che fa la forza, e questa unione dà la capacità di trovare, dentro il sistema delle soluzioni, per migliorarsi e progredire. L’anno prossimo, il Soave si presenterà unito nei mercati, pronto. per affrontare le nuove sfide e opportunità, che si proporranno. Questo finale di anno ha portato anche delle belle sorprese, in termini di riconoscimenti internazionali e questo ci rende fiduciosi per il futuro». Uva e vino sono la base dell’attività consortile, la quale, tuttavia, si completa, al tempo, onorando il Consorzio stesso, studiando il territorio, sia per migliorarlo, che per conoscere più a fondo le opportunità, ch’esso offre.
Pierantonio Braggio

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