Il Console Generale della Federazione Russa, Dimitry Shtodin, in visita al presidente dell’Accademia d’Agricoltura, Scienze e Lettere, Verona, Claudio Carcereri De Prati. Scambio di idee e volontà di collaborazione.

di admin
Riportiamo un'intervista col presisidente dell'Accademia

D. Presidente Carcereri De Prati, il 28 novembre scorso – in vero, siamo in ritardo, ma, dare notizia di un incontro importante, è cosa sempre opportuna – il Console Generale delle Federazione Russa, a Milano, Dimitry Shtodin, ha fatto visita all’Accademia d’Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona. Un incontro importante, per l’Accademia e per la nostra città…

R. Certamente. La Federazione Russa è sicuramente un partner mondiale molto importante, con cui non è possibile trascurare i rapporti e le relazioni.

D. Una visita, che conferma, come l’Accademia veronese abbia rapporti internazionali e come, in questo caso, sia bene conosciuta anche nella Federazione Russa…

R. La nostra Accademia ha intrattenuto rapporti con Accademie e Società scientifiche, durante tutto l’ottocento. I rapporti si sono interrotti, con la Rivoluzione d’Ottobre. La nostra Biblioteca contiene una splendida collezione delle pubblicazioni della Società naturalistica di Mosca.

D. In quale quadro, il Console Shtodin – nella foto, a sinistra – ha reso visita all’Accademia?

R. Nel quadro di una ripresa dei rapporti storici e culturali, divenuta possibile dopo la caduta del muro di Berlino

D. Tenuto conto della grande importanza culturale, che l’Accademia ha per Verona, la denominazione “di Agricoltura” avrà fatto piacere al Console Shtodin, perché egli ha potuto constatare, di persona, come l’Istituzione, da Lei presieduta, promuova, con studi e ricerche l’agricoltura e il suo prezioso agroalimentare, molto del quale è apprezzatissimo, anche nella Federazione Russa…, con vantaggi economici da ambo le parti…

R. Non c’è dubbio che la conoscenza delle nostre tecniche agrarie e, ancor più, dei nostri prodotti agricoli d’eccellenza aiutino anche il nostro export. Non a caso, l’Accademia, da tempo, dedica eventi tematici sulle eccellenze alimentari del territorio veronese.

D. Sappiamo che Lei ha donato al Console Shtodin un volume, pubblicato dall’Accademia, sul Congresso di Verona, tenutosi, nel 1822, e nel quale c’è pure un Suo contributo. Avete parlato in merito a quanto prevedono di fare Verona e l’Accademia, d’accordo con il Consolato russo, a celebrazione dei duecento anni, nel 2022, del Congresso di Verona, cui era presente anche lo zar Alessandro I (1777-1825)?

R. L’ impegno dell’Accademia ad approfondire i temi, che furono oggetto del Congresso di Verona del 1822 e la stessa storia esterna del Convegno, è intenso. Dopo avere affrontato e sviluppato il ruolo e la presenza, in città, della missione diplomatica francese, che vantava il Visconte di Chateaubriand, e di quella austroungarica, con la presenza diretta dell’imperatore Francesco I, tra l’altro ospitato proprio qui a Palazzo Erbisti, sicuramente una figura come quello dello Zar Alessandro non potrà mancare.

D. Quali temi sono stati trattati, durante l’incontro? È stato concordato qualcosa? Ci saranno ulteriori relazioni?

R. L’intesa è stata quella di mantenere contatti e di risentirci, a breve, proprio per iniziative, che ricordino la figura e l’azione politica dello zar Alessandro I.

Grazie, Presidente, per la sua disponibilità e per quanto ha voluto dirci, circa il significativo incontro, validissimo, per l’Accademia, per Verona e, ovviamente, per la Federazione Russa.
Pierantonio Braggio

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