“VERONA 2030 – Rigenerazione urbana diffusa, riqualificazione urbana e ambientale, usi temporanei”

di admin
Il primo incontro pubblico su temi, metodologie, orientamenti e modalità operative del percorso partecipativo alla costruzione della Variante 29. .

Con l’intervento di Paolo Galuzzi, docente di Architettura e Studi urbani al Politecnico di Milano e fondatore dello Studio associato FOA, che affianca l’Amministrazione nella stesura della Variante.

E gli Ordini chiedono all’Amministrazione una proroga al 30 dicembre per la scadenza dei Bandi per l’invio delle Manifestazioni di interesse, fissata al momento al 18 dicembre.

Verona, 4 dicembre 2020 – Sperimentare una differente strategia urbanistica per Verona, in chiave rigenerativa, partendo dalla città. Da progetti di rigenerazione urbana diffusa, molecolare e reticolare, attraverso medi e piccoli interventi guidati da una reale fattibilità economica. Interventi di riqualificazione edilizia del costruito esistente che guardino al contenimento del suolo, alla sostenibilità economica e ambientale, alla mobilità dolce, al rispetto dell’identità “sociale” dei luoghi e a proposte di riuso temporaneo di edifici per nuovi presidi sociali aggregativi, progetti innovativi “di quartiere” e ad esperimenti di urbanistica tattica.

Su tutto, un approccio trasparente, partecipativo, spontaneo al percorso propedeutico di costruzione della Variante 29 al Piano degli interventi del Comune di Verona che coinvolge enti, privati e cittadini e che sarà accompagnata dalla regia pubblica che diventa un momento di attivazione, accompagnamento e sostegno di programmi di rigenerazione pubblica. La variante diventa così uan vera e propria “piattaforma abilitante di azioni e politiche di rigenerazione urbana capace di armonizzare gli eventuali programmi di rigenerazione urbana all’interno della propria cornice strategica e regolativa; valutandone la coerenza e la fattibilità, da diversi profili, in rapporto ai sistemi infrastrutturali, ecologico-ambientali, paesaggistici che costituiranno il telaio aggiornato della più recente pianificazione territoriale e di area vasta”.

Sono queste le linee di indirizzo che troviamo nel Documento metodologico operativo Verona 2030, redatto dall’Amministrazione e presentato oggi in occasione del Webinar “Verona 2030. Rigenerazione urbana diffusa, riqualificazione urbana e ambientale, usi temporanei”, promosso dall’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Verona in collaborazione con il Comune di Verona che vi ha partecipato con gli interventi dell’assessore all’urbanistica Ilaria Segala, dell’arch. Arnaldo Toffali, dirigente dell’Ufficio Pianificazione e Progettazione Urbanistica del Comune di Verona e dei funzionari Daniele Iselle e Ernesto Caneva.

L’incontro, che gode del patrocinio dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, Ance Verona e del  Collegio dei Geometri di Verona, rappresenta un primo confronto tra tecnici ma anche con la città  sui temi e indirizzi di metodo della Variante 29, sugli obiettivi e sulle procedure partecipative dei Bandi specifici approvati dall’Amministrazione per la segnalazione delle Manifestazione di interesse da parte di protagonisti pubblici e privati ad interventi di rigenerazione urbana, riqualificazione urbana e ambientale e usi temporanei.

A spiegare nel dettaglio le linee guida del Documento il prof. e architetto Paolo Galuzzi, docente di Architettura e studi urbani al Politecnico di Milano e fondatore dello Studio associato FOA. Specializzato nella riqualificazione dei centri urbani italiani e nel recupero delle periferie e chiamato a fare scuola nell’ambito di master, scuole di specializzazione e corsi di alta formazione in tutta Italia e anche all’estero, affiancherà l’Amministrazione nella stesura della Variante.

«La Variante dovrà cercare di conseguire e selezionare una lista di interventi strategici per disponibilità, utilità, sostenibilità e fattibilità che seguano un approccio integrato – sottolinea il prof. Paolo Galuzzi – per far emergere specifici programmi urbanistici rigenerativi per parti degradate della città, da sviluppare attraverso l’apporto partecipativo dei protagonisti pubblici e privati alla progettazione, attuazione e gestione di interventi di riqualificazione, recupero e riabilitazione del tessuto urbano, sociale, economico delle parti di città più fragili per degrado, marginalità e abbandono. Anche con esempi di “urbanistica antifragile” e ad una pianificazione che sa evolvere nel suo adattarsi al cambiamento».
Programmi che dovranno rispondere a tre opportuni orientamenti per strategie future: l’approccio place oriented, rispetto agli aspetti più fisici dei luoghi, dei tessuti urbanistico-edilizi, degli spazi costruiti e non; development oriented, ovvero in grado di cavalcare lo sviluppo, competitività ed attrattività degli investimenti e people oriented, che guardino cioè alle domande dei cittadini, all’identità sociale, alla vita urbana, al welfare, alla partecipazione.

«Orientamenti da assumere, interpretare e praticare in modo articolato e differenziato nel territorio – – prosegue Galuzzi – e che costituiscono il cuore tematico di una nuova generazione di pianificazione e di progettualità urbanistiche di rigenerazione. Un progetto urbanistico sulla città esistente che deve saper cogliere i nuovi legami e le relazioni tra competitività e resilienza, sussidiarietà orizzontale, adattività e temporaneità, welfare urbano e produzione, reperimento e risparmio delle risorse, tempo breve e tempo più lungo».

«Attraverso la Variante 29, la prima interamente targata Amministrazione Sboarina – ha sottolineato l’assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala – è partito un processo senza precedenti. È la prima Variante urbanistica che pianifica il consolidato, lasciando intatte le aree verdi e intervenendo solo sul costruito esistente. Abbiamo dato il via ad una trasformazione epocale della città che nel giro di pochi anni cambierà il volto di intere zone e quartieri cittadini.  Un percorso basato su una valutazione d’insieme che punta a valorizzare ogni parte del territorio in modo omogeneo e secondo criteri di sostenibilità.  Ci sono molte aree degradate e abbandonate che aspettano solo di tornare a vivere rigenerando intere zone e quartieri. Un’idea di rigenerazione urbana che piace a chi vuole investire nella nostra città e che contribuirà ad elevare ulteriormente la qualità della vita dei veronesi».

Amedeo Margotto, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Verona
«Quella proposta dall’Amministrazione è una grande operazione culturale e operativa sui temi della rigenerazione urbana che coinvolge tutta la filiera dell’edilizia, a partire dai professionisti. Insieme
lavoriamo ad un obiettivo condiviso: rigenerare il costruito, nel rispetto dei valori storici e culturali che connotano le nostre città, mettendo a sistema le migliori potenzialità creative e le progettualità più innovative e facendo sintesi tra vecchie e nuove istanze. Ripensando gli spazi urbani, la

mobilità, il verde e la residenzialità a partire dalle persone che la vivono. Per una città funzionale ma sostenibile e inclusiva».

Marco Giaracuni, Coordinatore della Commissione Studi Urbanistici dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, che ha portato i saluti a nome del presidente dell’Ordine degli ingegneri, Andrea Falsirollo.
 «Non può essere pensato nessun futuro senza un drastico cambio di rotta delle politiche che governano il nostro territorio.  La soluzione di problematiche come il consumo di suolo, il riuso e la riqualificazione urbana dei grandi contenitori o la rigenerazione urbana della prima e della seconda periferia delle città non è più differibile nel tempo. L’approccio di molecolarità di piccoli interventi alla scala urbana ed edilizia che condividiamo, chiede però una forte cabina di regia che si ponga obiettivi chiari e soprattutto regole chiare e che coinvolga, accanto all’Amministrazione, anche gli Ordini professionali come valore aggiunto, proprio nell’ottica di una concertazione prolungata».

Geom. Carlo Trestini, Presidente Ance Verona:
«La variante 29 rappresenta per la Città una grande opportunità sia di stimolo per l’economia locale sia di rigenerazione di spazi dismessi o abbandonati che caratterizzano ampie porzioni del nostro territorio. L’attenzione dei costruttori è rivolta principalmente alle tempistiche di approvazione e alla flessibilità che sarà consentita nelle destinazioni d’uso degli edifici. Il mercato è in continua evoluzione, molto veloce, e la programmazione urbanistica deve consentire di dare risposte veloci, per non perdere l’interesse manifestato da molti investitori».

Geom. Fiorenzo Furlani, presidente Collegio Geometri di Verona:
«Rigenerazione e riqualificazione urbana sono temi fondamentali per il futuro delle nostre città. È giusto e necessario intervenire sul costruito per ridare nuova vita al nostro patrimonio edilizio e limitare il consumo di suolo, tenendo conto degli aspetti funzionali, di sicurezza, di sostenibilità ambientale, di rinnovamento e riqualificazione estetica degli edifici. Ma a questo fine, è necessario che ci siano norme e disposizioni che rendano possibili queste trasformazioni positive della città, in tempi certi e con procedure chiare. I temi della burocrazia e delle tempistiche dilatate per questo tipo di interventi non sono meno centrali. Per rendere reale la rigenerazione urbana, quindi, servono strumenti adeguati che diano veramente le possibilità di realizzare l’evoluzione urbana in maniera dinamica e concreta, in relazione alle esigenze degli aspetti socio-economici che sono in continua evoluzione»

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