CULTURA; TOSI: “VERONA IN DECLINO ANCOR PRIMA DEL COVID. MANCANO GLI EVENTI E NON GLI ALBERGHI”. LA PERBELLINI: “CON TOSI EVENTI TUTTO L’ANNO: GRANDI MOSTRE, SERATE INTERNAZIONALI IN ARENA, IL GRANDE TEATRO. ED ERA IL COMUNE AD OCCUPARSENE”.

di admin
“Verona culturalmente è in declino nonostante la bellezza della città e l'immane patrimonio artistico che abbiamo. Con Sboarina il Comune langue, è assente, manca una regia e una programmazione. Questo ben prima del Covid. Poi non stupiamoci se Verona non solo viene bocciata come 'capitale della cultura', ma non arriva nemmeno tra le prime dieci…

A dirlo questa mattina Flavio Tosi, coadiuvato dai consiglieri comunali Alberto Bozza, Patrizia Bisinella e Paolo Meloni e dall’assessora alla Cultura della prima Giunta Tosi (2007-12) Mimma Perbellini.
“Mancano gli eventi di qualità e non certo gli alberghi di qualità”, ha detto Tosi inserendosi nel dibattito di questi giorni sul possibile insediamento di una catena di hotel di lusso nella vecchia sede di Unicredit in via Garibaldi: “Sboarina ha perso tempo quasi quattro anni di mandato sul come utilizzare i palazzi storici della città e ancora adesso è lì a cercare di capire cosa farne: Castel San Pietro, Palazzo del Capitanio e il Quadrilatero di via Garibaldi potrebbero essere grandi contenitori culturali e commerciali per la città, eppure sono ancora oggi inutilizzati”.
E il fatto che manchi una regia dell’amministrazione sui grandi eventi lo si vede da alcuni recenti scivoloni istituzionali: “Assurdo programmare il Vinitaly a giugno, in contemporanea con la ‘prima’ areniana del maestro Muti su Giuseppe Verdi. Sovrapporre due eventi di tale portata che – Covid permettendo – da soli riempirebbero gli alberghi di città e provincia, significa bruciare un’occasione per l’indotto turistico veronese, che aspetta l’estate e l’uscita dalla fase acuta della pandemia per rilanciarsi”. Altra gaffe “l’annullamento delle due grandi finali sportive, di pallavolo e pugilato, in Arena, che il Covid avrebbe permesso poiché bastava il monumento anche senza pubblico. Alla fine non si è fatta né l’una né l’altra, anzi l’evento di pugilato è stato spostato a Milano il 17 dicembre con copertura televisiva di Dazn in 200 Paesi. Una grande possibilità sfumata per Verona”.
Poi Tosi ha lasciato la parola a Mimma Perbellini, che ha rimarcato come ai tempi delle amministrazioni Tosi, a differenza di oggi, la regia su cultura, eventi e turismo fosse ben oliata. “Con Tosi ci eravamo dati l’obiettivo fin dal 2007 di valorizzare l’immenso patrimonio culturale di Verona. Abbiamo così coinvolto tutti gli stakeholder che si occupano di arte e cultura e siamo intervenuti concretamente, con soldi, sui contenitori in modo da ospitare e organizzare eventi culturali tutto l’anno. Abbiamo ristrutturato il museo archeologico e il museo degli affreschi al Teatro Romano; ottenuto l’art bonus di 14 milioni per il recupero dell’Arena, dove poi abbiamo raddoppiato le serate di lirica ed extralirica, con tanto di copertura televisiva internazionale; sostenuto la Capitolare e le biblioteche di quartiere; creato sinergia con i teatri per l’arricchimento della proposta tutto l’anno; coinvolto i tanti artisti e collezionisti d’arte veronesi e organizzato con loro la Fiera dell’Arte che ha avuto respiro e rilevanza europea”.
Sul teatro poi la politica era diversa da quella di Sboarina: “La gestione e la regia era del Comune e non appaltata all’esterno a gente che magari nemmeno conosce la città” dice la Perbellini: “Ed è con questo indirizzo che siamo riusciti a ospitare il secondo festival shakespeariano al mondo, fatto teatro sperimentale al Camploy, valorizzato l’attività delle nostre compagnie a cui abbiamo messo a disposizione i cortili delle città, e implementato e alzato il livello degli spettacoli invernali in sinergia con tutti i teatri della città”.
In ultimo il capitolo mostre, con Sboarina rarissime: “Ne abbiamo allestite tantissime e di grande importanza. Quella di Corot assieme al Louvre; la mostra del ‘700 veronese; la mostra di Paolo Caliari partita dalla National Gallery di Londra; la mostra di Marc Chagall e quella sull’Unità d’Italia inaugurata dall’allora presidente della Repubblica Napolitano. Poi le 18 mostre di Invisibilia sulla storia e lo sviluppo di Verona”.

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