Cinque “Alberi di Giuda”, messi a dimora all’inizio di via Giovanni Caroto, Verona. La piantumazione ha avuto luogo, in occasione dell’anno internazionale della “Salute delle Piante”, per sostituire gli alberi abbattuti, nella zona. fra Porta Vescovo e Val

di admin
Ottima, bella iniziativa, quella realizzatasi, la mattina del 21 novembre 2020, quando, alla presenza del sindaco, Federico Sboarina,.....

dell’assessore ai Giardini, Marco Padovani, dell’assessore all’Urbanistica, Ilaria Segala, di Roberto Villa, presidente, e Moreno Marchiori, vicepresidente, del Comitato Carnevale benefico “Simeón de l’Isólo”, che opera, a titolo di volontariato, anche nel settore giardini, in Veronetta, sono state messe a dimora, in uno spiazzo, situato all’inizio di via Giovanni Caroto (zona, dietro Porta Vescovo), la strada che porta alle Torricelle, cinque “Alberi di Giuda” o  Cercis siliquastrum – nella foto – con relativi sostegni, donate dall’Associazione Florovivaisti Veneti, Bussolengo, Verona. Rappresentavano i Florovivaisti Fabio Zamboni e Alberto Bonafin. Si tratta di piante-arbusto, nel nostro caso, autoctone, che raggiungono anche i dieci metri e che, in primavera, prima dell’apparire delle foglie, si riempiono di fiori particolari, attraenti, di marcato colore lilla. Quella del 21novembre è stata una delle diverse messe a dimora di alberi, che avranno luogo, in seguito, sempre a cura del Florovivaisti Veneti, a sostituzione delle circa 200, abbattute dall’uragano del 23 agosto scorso, fra Porta Vescovo e Valdonega.“Se ripenso alla drammatica sera del nubifragio di fine agosto – ha detto il sindaco -, l’immagine che ho davanti agli occhi è proprio quella di via Caroto devastata dal maltempo. Alberi enormi sradicati in mezzo alla strada e ammassati sui lati, rami spezzati ovunque, buio totale. Sembrava l’apocalisse. Ci siamo subito rimboccati le maniche e in pochi giorni la città era come prima, tuttavia per molte piante non c’è stato nulla da fare. Quello di oggi è un intervento piccolo ma simbolico, ripartiamo da qui per restituire alla città parte del suo patrimonio verde”. “Delle 500 piante, distrutte durante il nubifragio, 200 erano in questa parte della città – ha rilevato Padovani -. Ecco perché abbiamo scelto questo luogo per le prime ripiantumazioni, era doveroso partire da qui. La Giunta ha già deliberato nuovi stanziamenti, per dare via al processo di ripiantumazione degli alberi abbattuti. Studieremo. insieme ad Amia. modi e tempi degli interventi, oltre alla scelta di piante autoctone, che meglio si adattino alle diverse zone cittadine. È anche l’occasione, per rivedere in meglio la collocazione di determinati arbusti. Ringrazio l’Associazione Florovivaisti, per la preziosa collaborazione”. Porre a dimora piante è il meglio che l’umanità possa fare, per se stessa e per ben conservare la natura, dalla quale dipende la vita. Da notare: “Albero di Giuda”, perché sotto un tale albero, il traditore Giuda, si sarebbe impiccato.
Pierantonio Braggio

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