Dpcm: Confesercenti, imprese nel caos, incertezza insostenibile

di admin
"Siamo subissati da chiamate di imprenditori che vogliono capire se domani potranno aprire la propria attività o meno. È uno stato di incertezza insostenibile" commenta Alessandro Torluccio, Direttore generale di Confesercenti Verona.

Prosegue: "Sarebbe opportuno almeno sapere quando verrà presa la decisione sulle zone e le regioni considerate a rischio. Gli imprenditori hanno il diritto di sapere e la necessità di programmare la propria attività. Si faccia subito chiarezza!".
Veneto zona gialla (nuovo nome della verde) o arancione? Ancora nessuna decisione da Roma alle ore 20 di oggi 4 novembre. E’ in corso il confronto all’interno del governo per stabilire la collocazione delle Regioni nelle varie fasce. Per le zone arancioni e rosse le misure restrittive – secondo quanto l’Ansa apprende dal ministero della Salute – entreranno in vigore comunque venerdì 6 e non domani giovedì 5. Tuona il Presidente di Confesercenti Verona Paolo Bissoli: “Provvedimento inaccettabile, pronti a ricorrere al TAR. Governatori regioni intervengano. Troviamo incomprensibile la scelta di chiudere nel weekend i mercati anche nelle zone gialle. In questo modo si faranno saltare migliaia di attività e centinaia di migliaia di posti di lavoro". Un provvedimento punitivo, anche perché queste attività sono di fatto le uniche a subire limitazioni: lo stop alle medie e grandi strutture di vendita, pure previsto nelle versioni preliminari del testo, è infatti improvvisamente sparito questa notte. Se il problema è il rischio di assembramento, qualcuno ci deve spiegare perché altre attività di distribuzione commerciale al di fuori dei centri commerciali, anche quelle di grandissime dimensioni che registrano migliaia di clienti ogni giorno, sono considerate sicure, mentre i banchi extralimentari dei mercati all’aperto ed i negozi dentro le gallerie sono, invece, ritenuti pericolosi. Si tratta di una grave distorsione della concorrenza, che non possiamo accettare. Sono disposizioni al di fuori di ogni logica, che vanno corrette al più presto. In caso contrario, ci troveremo costretti a ricorrere al Tar: così com’è, il provvedimento assesterà un colpo insostenibile a queste imprese, che realizzano oltre il 50% del proprio fatturato proprio nelle giornate di sabato e di domenica. Lanciamo un appello anche ai Governatori delle Regioni, perché intervengano nei confronti del governo e con provvedimenti diretti per evitare questa grave ingiustizia. Così Confesercenti Nazionale commenta il DPCM.

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