La Banca Popolare racconta come le è andato il terzo trimestre del 2020

di admin
Pubblichiamo a seguire il comunicato stampa del Banco BPM nella parte iniziale che illustra l'andamento del terzo trimestre del 2020. Molti sono dati tecnici per addetti ai lavori ma nel complesso la banca sta andando megliol
 RISULTATI AL 30 SETTEMBRE 2020
UTILE NETTO DEI PRIMI NOVE MESI PARI A € 263 MILIONI RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA1 IN COSTANTE CRESCITA NEI PRIMI TRE TRIMESTRI 2020: € 319 MILIONI NEL PRIMO TRIMESTRE, € 388 MILIONI NEL SECONDO TRIMESTRE E € 562 MILIONI NEL TERZO TRIMESTRE
Positiva la performance operativa del terzo trimestre: •margine di interesse pari a € 520 milioni, in crescita dell’8,4% rispetto al 2° trimestre •commissioni nette a € 418 milioni, con un incremento dell’11,0% rispetto al 2° trimestre •proventi operativi2 pari a € 1.143 milioni in crescita del 14,2% rispetto al 2° trimestre •oneri operativi a € 582 milioni, in riduzione del 5,2% rispetto al 2° trimestre •risultato netto del terzo trimestre pari a € 157 milioni. Escludendo gli impatti derivanti dalla variazione del proprio merito creditizio e gli effetti derivanti dalle PPA3 effettuate in precedenti esercizi l’utile netto rilevato nel terzo trimestre ammonta a € 167 milioni rispetto a € 76 milioni nel secondo trimestre 1Il peggioramento del proprio merito creditizio, registrato a seguito dello scoppio della pandemia, ha influenzato la valutazione al fair value dei certificates emessi dal Gruppo classificati tra le passività di negoziazione, generando un impatto positivo sul conto economico dei primi nove mesi del 2020 pari a € 43,9 milioni al lordo delle imposte (€ +29,4 milioni al netto delle relative imposte). Tale effetto non si è prodotto in modo omogeneo nel corso del periodo; infatti, mentre nel primo trimestre si è registrato un impatto positivo lordo di € 206,0 milioni (€ 137,9 milioni al netto dell’effetto fiscale), nel secondo trimestre il proprio merito di credito è invece migliorato per effetto dell’uscita dal periodo di lockdown e delle misure economiche poste in essere a fronte della crisi economica, comportando un impatto negativo sul conto economico di € 165,4 milioni al lordo delle imposte (€ 110,7 milioni al netto delle imposte). Nel terzo trimestre, infine, la variazione del proprio merito creditizio ha comportato nuovamente un effetto positivo più contenuto, pari a € 3,3 milioni lordi (€ 2,2 milioni al netto delle imposte). Tali impatti contabili influenzano significativamente i risultati economici dei trimestri posti a confronto impedendo una piena comprensione del reale andamento della gestione. Per tale motivo il conto economico allegato al presente comunicato evidenzia in una voce separata il contributo derivante dalla variazione del proprio merito creditizio al netto delle imposte, come illustrato nel paragrafo 1 delle Note esplicative del presente comunicato.2 Vedi nota 1. 3 Per “effetti derivanti dalla PPA” si intendono gli impatti economici dei reversal effect delle Purchase Price Allocation rilevate a seguito delle operazioni di aggregazione aziendale concluse nei precedenti esercizi. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo 3 delle Note esplicative del presente comunicato.

2 Buono anche l’andamento degli aggregati patrimoniali al 30 settembre 2020: In aumento gli impieghi netti in bonis core4 alla clientela (€ 96,5 miliardi, +6,0%) e la raccolta diretta core5(€ 96,5 miliardi, +9,9%) rispetto a dicembre 2019Nuove erogazioni alla clientela pari a € 20,36 miliardi, in crescita del 26,6% rispetto ai primi nove mesi del 2019, di cui € 7,1 miliardi relativi alle misure assistite da garanzia statale Continua il calo dei crediti deteriorati: Crediti deteriorati netti € 5,1 miliardi (-8,2% rispetto a dicembre 2019) NPE ratio netto7 in diminuzione al 4,7% dal 5,2% di fine 2019 e NPE ratio lordo 8,6%, (9,1% a fine 2019). I ratio sono attesi in ulteriore flessione a seguito delle cessioni di crediti deteriorati, la cui finalizzazione è prevista entro la fine del 2020, per un importo stimato fino a € 1,2 miliardi; per effetto di tali operazioni il ratio NPE lordo scenderebbe a 7,7%, 6,7% se calcolato in coerenza con la definizione EBA. Texas Ratio8 in netto miglioramento al 45,5% (52,3% a dicembre 2019) Costo del rischio a 98 b.p. (73 b.p. nel 2019)9, che include: maggiori rettifiche su crediti in bonis conseguenti alla considerazione del peggioramento dello scenario macroeconomico generato dalla crisi sanitaria10maggiori rettifiche relative ai nuovi obiettivi di cessione di UTP e Sofferenze da realizzare entro fine anno Mantenimento di una solida posizione patrimoniale: CET1 ratio11: phased-in al 15,4%; IFRS 9 fully phased al 14,1% MDA buffer su TCR: 639 b.p. phased-in e 475 b.p. fully phased Eccellente posizione di liquidità con attività stanziabili libere a € 25,812 miliardi 4 Mutui, Finanziamenti, Conti correnti e prestiti personali. 5 Conti correnti e depositi. 6 Dato gestionale.7 Ratioottenuto dal rapporto tra le esposizioni deteriorate nette e quelle totali riferite all’aggregato patrimoniale dei “Finanziamenti verso clientela valutati al costo ammortizzato”.8 Il Texas Ratio è l’indice che misura il rapporto fra il valore netto dei crediti deteriorati ed il patrimonio netto tangibile del Gruppo. 9 Costo del rischio calcolato come rapporto fra le rettifiche nette su finanziamenti e i crediti netti verso clientela comprensivi di quelli classificati tra le attività in via di dismissione. 10 Le perdite attese relative alle esposizioni non deteriorate sono state calcolate assumendo a riferimento le previsioni macroeconomiche pubblicate dalla Banca Centrale Europea e dalla Banca d’Italia, rispettivamente il 4 ed il 5 giugno 2020. 11 Ratio calcolati includendo l’utile in formazione al 30 settembre 2020. 12 Valore aggiornato a fine ottobre 2020. 3 Nel terzo trimestre dell’anno, nonostante la compromissione del quadro macroeconomico dovuta alla crisi sanitaria Covid-19, Banco BPM è riuscito a contrastare gli effetti negativi dell’emergenza, conseguendo, dato il contesto, risultati di rilievo. L’aumento dei ricavi e la riduzione dei costi hanno consentito di registrare un risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte13 di € 239 milioni rispetto a € 106 milioni registrati nel secondo trimestre, nonostante le maggiori svalutazioni sui crediti effettuate per tener conto degli effetti dei nuovi obiettivi di cessione di crediti non performing la cui realizzazione è prevista entro la fine del corrente esercizio. Escludendo gli impatti derivanti dalla variazione del proprio merito creditizio e gli effetti derivanti dalle PPA effettuate in precedenti esercizi, il risultato netto del terzo trimestre è positivo ed è pari a € 167 milioni (€ 76 milioni nel secondo trimestre). Includendo tali elementi, il risultato netto del terzo trimestre risulta pari a € 157 milioni e porta l’utile complessivo dei primi nove mesi dell’esercizio a € 263 milioni. I risultati conseguiti hanno consentito di dare nuovo impulso all’azione di riduzione delle esposizioni non performing attraverso l’incremento degli obiettivi di cessione di esposizioni UTP ed in sofferenza da perfezionare entro la fine del corrente esercizio, che permetteranno di migliorare ulteriormente l’NPE ratio, lordo e netto.

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