La “Confraternita déi Ossi de pòrco e Champagne”, attivissima, a Custoza, Verona.

di admin
Ne descrive storia, evoluzione ed azione Stefano Benedetti, nella rivista “Nuova Enofice”, organo ufficiale della Federazione Italiana Circoli Enogastromomici, Verona.

Legati, come siamo, diciamo pure, all’antico, in fatto di tradizioni di marca veronese, nonché al romantico e, in qualche modo, ancora piacevolmente rurale, mondo delle Confraternite – circa una quindicina, in terra scaligera – leggiamo sempre volentieri informazioni e comunicati sull’attività delle stesse, talvolta, anche partecipando ad loro eventi, vedendo nelle Confraternite straordinari centri di promozione, oltre che delle tradizioni locali, dell’eccezionale agroalimentare italiano e, nel nostro caso, veronese. Una combinazione particolare, creatasi in questi giorni, ci ha piacevolmente proposto la lettura della straordinaria rivista “Nuova Enofice”, edita dalla Federazione Italiana Circoli Enogastronomici, in buona parte, ‘Confraternite’, Verona, gentilmente trasmessaci dal presidente della Confraternita del Bòn Cuciàr, Alessadro Salarolo, Verona, e l’esame di un articolo, nella stessa contenuto – steso, da Stefano Benedetti – e sottopostoci, molto sollecitamente dall’amico Allegro Danese, che di Confraternite, bene se n’intende… Combinazione particolare, dicevamo, che ci ha fatto meglio conoscere, nei dettagli, la “Confraternita déi Ossi de pòrco e Champagne”, confraternita, dalla denominazione curiosa e attraente, ed avente la sua sede, presso il Ristorante “Tamburino Sardo”, Custoza. Sarebbe, tuttavia, poco produttivo, se, in via propedeutica e breve, non segnalassimo l’eccezionale caratteristica degli ‘ossi’ di maiale, la quale ha dato l’originale denominazione alla Confraternita, in tema… Gli “òssi de pòrco” – denominazione, strettamente legata al dialetto veronese – in sé, non sarebbero nulla, se non fosse che sugli stessi, sebbene il più spolpati possibile della carne, che li copre, e destinata a salumi, conservano, pur sempre, resti, che, una volta bolliti gli ossi, assieme ad aromi naturali, e, quindi, semplicemente conditi, con sale ed olio, riservano speciali gusti e saporitissimi sapori… Oggi, gli “òssi de pòrco” sono, in tavola, cosa rara e pregiatissima…, al punto che la Confraternita di Custoza si fregia, giustamente, di tale titolo… Sul quale, appunto, ampiamente si sofferma l’articolo cennato di Stefano Benedetti, portavoce della Confraternita déi Ossi de pòrco, articolo, che, di seguito, riproduciamo: “Confraternita Ossi de Porco e Champagne, Custoza, Verona – Presentazione della nostra Confraternita. La Confraternita “Ossi de Porco e Champagne” – nella foto, di Davide Ortombina, buona parte dei Soci – è stata creata, nel 2015, su idea di un gruppo di amici, in occasione di una cena, durante la quale, a fine serata, parlando di varie specialità culinarie, un partecipante, preso dall’entusiasmo…, ha lanciato il progetto d’organizzare un incontro culinario, a base di “òssi de pòrco”. L’attuale presidente, Morello Pecchioli, giornalista professionista, appassionato di storia locale e di enogastronomia, ha subito assecondato l’idea, dando vita al concetto: sì, cibo povero…, ma vino ricco! D’un tratto, quindi, la serata fu organizzata: Franco Predomo, titolare del Ristorante “Tamburino Sardo” di Custoza, ha posto a disposizione il proprio locale; Gianni Magosso, commerciante di vini, si è offerto di fornire lo Champagne, e alcuni amici, macellai – Stefano Franchini, Luigi Bortolazzi, Costanzo Compri e Corrado Benedetti – promisero di recuperare “òssi”, con “tanta ciccia”. Negli anni seguenti, la Confraternita si è arricchita di fior di professionisti di Verona e provincia. Attualmente, l’Associazione è composta da trenta soci, mentre giungono richieste continue, di farne parte. Dopo i primi cinque anni, trascorsi “in semplice amicizia”, la Confraternita, quest’anno, grazie alla tenacia del vicepresidente, Allegro Danese, si è strutturata e, quindi, iscritta alla già citata FICE, Federazione Italiana Circoli Enogastromomici, Verona. Obiettivo principale della Confraternita, oltre che ritrovarsi, tra amici – si legge nello Statuto – è ‘recuperare e valorizzare la cultura contadina del maiale, che, per secoli, ha sostenuto e alimentato varie generazioni’. In tal senso, appuntamento, ogni anno, atteso e partecipato dai soci è “far sù ‘l pòrco”, la seconda domenica di gennaio, in una festa, cui nessuno vuole mancare. Naturalmente, poi, durante l’anno, seguono appuntamenti vari, per assaporare òssi, códeghini, salàmi, ecc…, fino al ‘prossimo maiale’. Ma, la Confraternita non è solo cibo e vino… Essa, infatti, è pure promotrice di attività culturali, che valorizzano il territorio e di vicinanza ad Associazioni o a persone, che sostengono attività caritatevoli, volendo, quindi, coniugare amicizia, gastronomia e solidarietà. Alcuni esempi: la Confraternita, nel 2018, ha promosso una pubblicazione, con immagini, testi e ricette, diretti a promuovere il “Broccoletto di Custoza e le molteplici valenze del suo territorio: vini, storia risorgimentale, percorsi naturalistici, ristoranti locali, ma anche realtà sociali”. Il ricavato, dalla vendita della pubblicazione è stato devoluto alla “Cooperativa sociale i Piosi", Sommacampagna, Verona, a sostegno di progetti e servizi, volti ad anziani e disabili. Nel 2019, si è aiutato il Centro di Ricerca sui disturbi dell’autismo, Borgo Trento, presso il quale opera il socio. dott. Leonardo Zoccante. Un Centro al quale, anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella si è legato, talché, negli auguri alla nazione di fine 2018, ha ricordato la sua visita al Centro veronese. Nel 2020, nostre offerte sono state devolute all’Associazione “Continuando a Crescere”, Verona, in memoria di Simone Pasinato, figlio del nostro socio Giovanni. Da quest’anno, si propongono ai Soci e ai loro Familiari uscite culturali, che, tuttavia, a causa dell’emergenza Covid 19, sono state ridotte al minimo. Sono, comunque, in calendario una visita alle saline di Cervia, presso l’amico Pomicetti, e, per il 15 novembre, una visita ai luoghi verdiani, con assaggi dei salumi locali, presso l’Antica Corte Pallavicina, a Polesine Parmense. Un grazie esprime la Confraternita al presidente di FICE, dott. Marco Porzio, per l’aiuto e il sostegno accordatele, per entrare a fare parte della FICE stessa, alla quale l’Associazione spera di portare valore aggiunto”. Un articolo, che dice tutto su una Confraternita, attentamente basata sulla continuazione della tradizione e sul ricordo della storia locale, Confraternita – uomini e donne – che, se da una lato, esalta i gustosi ”òssi de pòrco”, in tavola, bagnati da profumato Champagne, non dimentica l’essenziale concetto di solidarietà.
Pierantonio Braggio

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