“Romeo e Giulietta”. Il dipinto di Pietro Roi (1819-1896), alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, Verona.
di adminSappiamo bene che veniamo in ritardo, ma, per segnalare un’opera, che non tutti conoscono e che merita grande attenzione, c’è sempre tempo. Se, come veronesi, possiamo ammirare, in ogni momento, il lavoro di Angelo Dall’Oca Bianca, custodito alla Tomba di Giulietta, poco tempo ci resta, per renderci conto, de visu, qui, a Verona, della delicatezza e della bellezza, che si sprigionano, anche dell’opera del vicentino Pietro Roi, pure nota sotto la semplice, popolare denominazione “Giulietta e Romeo”, ma denominata dall’Autore stesso: “Gli amanti di Verona”. La tela fu creata a Venezia, nel 1881, ed è, ora, esposta presso la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, Verona. Queste tredici, ultime parole, per suggerire una sollecita visita alla citata GAM – Galleria d’Arte Moderna, in quanto il lavoro di Pietro Roi sarà nella città scaligra, solo sino a fine 2020. E lo sarà, grazie ad un accordo, di prestito, intercorso fra i Sindaci di Vicenza e di Verona e fra i rispettivi Musei Civici, che, in un ampio quadro, di ampia collaborazione, fra le due Città venete, intendono, in tal modo, fare meglio conoscere la grande storia di Giulia e Romeo. Come cennato, il dipinto di Roi è a Verona, in prestito, da inizio 2020 e vi rimarrà, sino a fine anno. Fu scritto, in occasione della presentazione della tela del Roi, a Verona: In questo capolavoro, l’atmosfera del revival medievale tardo romantico è accentuata dall’ambientazione dell’episodio, nella penombra di una cripta dove Giulietta, disperata, dopo la morte di Romeo, sta per uccidersi, a sua volta. Alle spalle della coppia di infelici amanti, un sarcofago pensile ricorda i manufatti in pietra di epoca scaligera, tradizionalmente presenti in città. Un’mportante iniziativa, una collaborazione forte, ulteriormente valorizzatrice del grande mito, creato da William Shakespeare (1564-1616), con la stesura della tragedia “Romeo e Giulietta”, uscita nel 1597. Lo straordinario dipinto, una volta tornato a Vicenza, sarà visibile nel comunale Museo Civico.
Pierantonio Braggio
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