Porta Vescovo, Verona.
di adminCostruita da Venezia, nel 1520, su mura scaligere, rielaborata dall’architetto veronese, Michele Sammicheli (1484-1559) e, quindi, dall’Austria, nel 1860, Porta Vescovo, non solo è testimonianza di grande storia, ma, è la “porta” veronese, che, se divide la vecchia Verona, dal Quartiere di Borgo Venezia, apre la strada, verso l’Est veneto ed europeo. Oggi, grazie al Museo della Radio, Porta Vescovo accoglie il pubblico, proponendo antichi, importanti e pregiati pezzi museali di comunicazione, nonché un tour virtuale degli interni della Porta, con immagini in 3D e spiegazioni vocali su storia, elementi architettonici ed esposizioni permanenti e temporanee in corso. Ciò è parte del progetto culturale #VR900 che, in attesa di disposizioni, per una riapertura definitiva al pubblico della Porta, offre la possibilità di una visita virtuale, innovativa e sorprendente, del monumento stesso. Storia della Radio, quindi, ma anche storia di un’importante opera d’arte e, se vogliamo, anche di un intero quartiere. Per accedere al progetto culturale #VR900, basta collegarsi al link del Museo della Radio, www.museodellaradio. com, e, con un semplice click, iniziare, gratuitamente, l’osservazione, in 3D, degli spazi interni della storica Porta Est della città. Ma, non basta: tutti i martedì, alle ore alle 21, si potrà godere, on line, di contributi d’arte, di spettacolo e di musica. Attraverso lo spazio on line museodellaradio.com/contest-vr900.html e sulla pagina FB @VR900, poi, gli appassionati di fotografia potranno partecipare al concorso ‘La nuova Verona’, dedicato ad immagini della città scaligera, post virus, che vi giungeranno, entro il 19 giugno. Porta Vescovo, comunque, oggi, sede provvisoria del Museo della Radio, in attesa della sede definitiva, che sarà data, dagli spazi di Porta Nuova, attualmente, in via di restauro, mostra, fra l’altro, pezzi unici, relativi al Quartiere Porta Vescovo e Veronetta, come il proiettore d’un ex sala cinematografica di via XX Settembre – che porta a Porta, appunto, a Vescovo – e il ripetitore Rai, che si trovava, su Castel San Pietro, Verona. Hanno presentato l’importante iniziativa l’assessore al Patrimonio del Comune di Verona, Edi Maria Neri, il presidente dell’Associazione Museo della Radio, Francesco Chiantera e il fondatore del Museo stesso, Alberto Chiantera. L’assessore Neri: “Porta Vescovo è un bene patrimoniale, da valorizzare e da aprire alla città. Per questo, come Amministrazione, si è scelto di concederne l’uso, a fronte del pagamento di un canone di concessione, all’Associazione Museo della Radio che, da alcuni mesi, sta portando avanti, con il progetto culturale #VR900, un’importante lavoro di riqualificazione e valorizzazione. Un’opera di salvaguardia, che punta a restituire alla città un elemento fondamentale della sua storia. Una splendida occasione, per imparare a conoscere ed apprezzare il fascino particolare di questo storico edificio militare”. Il Museo della Radio è una grande realtà veronese. Una realtà, che dispone di materiale preziosissimo, a livello nazionale ed internazionale, meritevole di trovare un’ampia e funzionale sede espositiva, dotata di ampli spazi, che permettano una mostra stabile del materiale stesso, il quale è certamente tale da diventare importante, ulteriore attrazione culturale e turistica. Non dimenticando che i cellulari, di vario tipo, di cui oggi disponiamo, non sono che la derivazione di quanto il Museo della Radio è oggi attento depositario e attivo custode.
Pierantonio Braggio
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