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AGSM: due avvocati contro l’aggregazione con A2A

di admin
La conferenza stampa, organizzata in modalità digitale da due ex presidenti di AGSM, entrambi avvocati, evidenzia la diffida che i due legali hanno inoltrato al Comune di Verona ed ai vertici di AGSM per segnalare a tutti, consiglieri comunali, amministratori il rischio dell'operazione.

Durante la conferenza stampa  sono stati evidenziati  gli aspetti  giuridici che secondo  i due cittadini veronesi,  con passato di  esperienza politica,  rendono  elevati  i profili  di illegittimità  dell’operazione. Rilevate alcune  incongruenze  politiche  espresse  dalla maggioranza  nel tempo, si invita a fermare il tutto ed a ripartire  su altre linee strategiche. A precisa nostra domanda  che invitava a valutare la possibilità di fare di Verona un polo energetico aggregante per  tutto il  nord-est, e  l’avv.to Croce  dichiara che  una volta fermata  questa operazione  gli scenari  possibili sono  molteplici e si potrebbe tornare a valorizzare la nostra azienda come lui  ha cercato  di fare  e che in  maniera  abbastanza circostanziata, secondo l’avv.to Croce , potrebbe valere  circa  700 mln di euro.Certo  è che la situazione politica è molto fluida e c’è da aspettarsi qualche possibile sorpresa.
Ecco  il comunicato con  allegato la diffida firmata dall’Avv. Croce e dall’Avv. Sardos Albertini, entrambi Past President di Agsm Verona, e notificata nella mattinata di oggi ad Agsm Verona, al suo consiglio di Amministrazione, e al Consiglio Comunale di Verona. Segue dichiarazione di accompagnamento alla diffida.

«Abbiamo notificato nella mattinata di oggi ad Agsm Verona, al suo consiglio di Amministrazione, e al Consiglio Comunale di Verona, una diffida a procedere con l’operazione di aggregazione di Agsm Verona S.p.A. con A2A S.p.A. L’atto odierno arriva dopo tre esposti, depositati nel mese di aprile presso la Procura della Repubblica di Verona, la Procura della Corte dei Conti, l’AGCM e l’A.N.A.C., ed è mosso da un unico interesse: quello di tutelare i soci di Agsm, e quindi tutti i veronesi, ma anche i cittadini vicentini, soci di AIM Vicenza e  anch’essi coinvolti in maniera diretta nell’operazione di aggregazione, dal rischio di un danno da svariate centinaia di milioni. Nella scelta di un partner industriale, l’unico modo ammesso dalla legge per società come Agsm è una procedura ad evidenza pubblica. Ogni altro strumento ha palesi profili di illegittimità, ed è esattamente ciò che si è verificato con la “procedura in esclusiva” portata avanti con A2A. Ne consegue che c’è solo un’unica cosa da fare: fermare la procedura già in essere ed aprire una nuova procedura ad evidenza pubblica, al fine di perseguire la trasparenza nelle modalità e la consapevolezza di scegliere il miglior partner industriale. Se così non fosse, non assisteremmo alla nascita della famosa Multiutility del Veneto di cui tanto si parla, bensì piuttosto di una Multiutility del Nordovest, in cui la leadership industriale passerebbe nelle mani di Milano, lasciando a Verona e Vicenza solo le briciole».

Per quanto riguarda il comunicato diffuso da Agsm nella giornata di oggi in risposta alla diffida ricevuta, si risponde come segue:

Se nei giorni precedenti sui media si sbandierava la prossima nascita di una fantomatica “multiutility del Veneto” (quando, invece, è evidente che il progetto sia tutto fuorché veneto centrico), nella nota diffusa oggi da AGSM viene messo per iscritto che la società “ribadisce con forza di non aver sottoscritto, alla data odierna, alcun accordo di natura vincolante relativo a operazioni societarie straordinarie”.
Per mettere le mani avanti in questo modo ed effettuare una frenata così evidente, anche i vertici della società devono essersi finalmente resi conto dei profili di illegittimità della loro iniziativa.
Non si può, invece, non considerare del tutto insufficiente e censurare un altro punto della stessa nota, ovvero che: “A tal fine, già a partire dalla seconda metà del mese di maggio, saranno interpellati tutti gli operatori economici che in passato hanno manifestato il loro interesse (Hera/Ascopiave, Alperia, Dolomiti Energia) e altri operatori economici potenziali candidati al ruolo di partner di AGSM ed AIM. Il processo di indagine conoscitiva e comparativa del mercato avrà una durata di circa 4 settimane e dovrà concludersi con l’invio, da parte degli operatori economici interpellati, di una offerta nella quale vengano individuati gli asset che potrebbero essere apportati e la valutazione implicita agli stessi attribuita”.
Dopo mesi in cui è stata portata avanti una trattativa esclusiva, che è sfociata sino nella presentazione di un progetto industriale, si va a chiedere a tutti coloro che sono stati sinora inopinatamente ignorati di far pervenire un’offerta. Come si può pensare che a tutte le società sia garantita la medesima possibilità di competere? Come si può pensare che sia questa la modalità per rendere trasparente un processo sinora opaco? Si tratta di un insufficiente e tardivo tentativo di rimediare a una procedura sinora portata avanti in modo illegittimo.
AGSM è una società il cui azionariato è pubblico. Questo comporta obblighi precisi dal punto di vista legale e, ancor prima, doveri di tipo etico verso i cittadini. L’unico modo in cui una società di tal genere può (legalmente ed eticamente, appunto) individuare un partner è una procedura ad evidenza pubblica, che può consentire la scelta migliore (sia dal punto di vista finanziario che industriale) tra un ventaglio di possibilità e di progetti. E la scelta migliore può essere solo quella che genera il valore maggiore per i soci, cioè per i cittadini.
Avv. Michele Croce – Past President Agsm Spa
Avv. Gian Paolo Sardos Albertini  – Past President Agsm Spa

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