CORONAVIRUS. DE BERTI, “ON. ROTTA PRESUNTUOSA E DISINFORMATA. UNA VALANGA DI NUMERI VERI NE SEPPELLISCONO LA SUPERFICIALITA’ DA POLITICANTE LONTANA DAL DOLORE DELLE FAMIGLIE”

di admin
Pubblichiamo il comunicato stampa emesso dalla Regione Veneto sulla diatriba tra l'on. Rotta e l'assessore De Berti a rappresentare il clima , per ora attenuato vista la situazione, ma che second noi diventerà infuocato appena l'emergenza passerà

(AVN) Venezia, 28 marzo 2020

“Vorrei tranquillizzare l’on. Rotta. Gli assessori della Giunta regionale del Veneto sono calmissimi. E lavorano con la lucidità che la situazione richiede. Peccato che, caro onorevole, a dire bugie si rischia di essere smentiti dalle nude cifre, che parlano più di qualsiasi polemichetta, che tanto stona in questo clima che dovrebbe essere di collaborazione e unità”.

L’assessore alle Infrastrutture della Regione del Veneto, Elisa De Berti, risponde così alle accuse lanciate dall’on. Alessia Rotta sulla carenza di impegno da parte della Giunta nel fronteggiare l’epidemia da coronavirus. La Rotta, tra l’altro, consiglia al Presidente e agli assessori di “darsi una calmata” e afferma che i dati relativamente ai materiali fatti affluire dal Commissario di Governo sono sbagliati.

“L’on. Rotta sostiene che quanto ho illustrato in ordine alla forniture garantite dal Governo sono errate – riprende l’Assessore – Esaminiamo dunque i dati pacatamente e didascalicamente: dal Governo fino a ieri mattina erano stati consegnati in Veneto 123 ventilatori contro una richiesta di 400, 294 mila guanti contro una richiesta di un milione, 771 tute protettive contro una richiesta di 10 mila al giorno, 3.210 mascherine Ffp3 contro una richiesta di 200 mila al giorno”.

“Potrei continuare per molte righe ancora di questo passo, ma non voglio infierire su niente e nessuno  – dice ancora De Berti – Resta però il fatto che, avendo assoluta necessità di proteggere i nostri tra 54 mila splendidi medici e infermieri, e i circa 60mila anziani chiusi in 360 case di riposo con una altissima vulnerabilità, la Sanità veneta ha provveduto ad acquistare tutto quel che mancava per attrezzare le terapie intensive che, come forse l’on. Rotta non sa, o fa finta di dimenticare, sono state raddoppiate mentre contestualmente sono stati attrezzati ex ospedali, riaperti per l’occasione nell’ipotesi che – Dio non voglia – anche quegli 850 posti risultassero insufficienti a fronte dell’ulteriore dilagare della pandemia. Mi spiace, ma sono costretto a conteggiare alcuni, soltanto alcuni, acquisti effettuati finora dal Veneto: 376 respiratori per un importo di 5 milioni e mezzo di euro, 520 monitor per altri 5 milioni e mezzo di euro, 13 milioni fra mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3 per una somma che oscilla intorno al 59 milioni di euro, ben 795 letti per terapia intensiva per un importo complessivo di 4 milioni 300 mila euro. E la lista è ancora lunga, molto lunga…”

“On. Rotta, spiace davvero essere costretta a questo sfoggio di cifre mentre tanti veneti lottano contro la morte nelle terapie intensive e semi-intensive, ma lei ci costringe. Ah, dimenticavo: i tamponi, sul cui numero ci accusa di aver fatto i gradassi. Stiamo facendo tutto in casa, i tamponi fisicamente detti e i reagenti, grazie alla splendida collaborazione e intuitività scientifica del professor Crisanti e all’acquisto di una macchina olandese da quasi 500 mila euro (già montata all’azienda ospedaliera di Padova, ma stiamo pensando di acquistarne anche un’altra) che ci consentirà di farne 7 mila al giorno, avendo già messo in sinergia tutte le microbiologie del Veneto e destinando a tale attività il personale di tutti gli altri laboratori d’analisi delle nostre strutture per continuare la caccia ai positivi asintomatici e ai loro contatti. Stia serena, on. Rotta, dobbiamo farne 20 mila al giorno e vedrà che ci arriveremo in men che non si dica. Anzi, sappia che abbiamo proprio oggi finalizzato l’acquisto di 500 mila test rapidi anticorpali che permetteranno di identificare in appena un quarto d’ora i positivi che hanno già sviluppato l’anticorpo e dunque risparmiare tamponi”.

“Nella speranza che questa epidemia cambi anche un modo di fare politica sulla base di polemichette provinciali e non rispettose del dolore di tante famiglie che guardano alla sanità veneta e ai suoi valorosissimi operatori con speranza, lasciamo l’on. Rotta a riflettere su queste nude cifre e sulla inutilità presuntuosa delle sue affermazioni”, conclude l’Assessore De Berti.

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