Coldiretti e l’agricoltura in “rosa”. Il 28% delle aziende agricole – una su quattro – è condotto da donne.
di adminLe donne ‘prendono in mano’ la campagna – dandole continuità nella conduzione – di genitori o del marito, mentre, altre, decidono di cambiare mestiere, dedicandosi alla terra. Tale scelta professionale, quindi, è frutto, non del caso, ma, di riflessione e di convinzione, indipendentemente dall’età, tanto che più di un’azienda agricola, su quattro, è guidata da donne. Nell’attività imprenditoriale agricola, le donne – evidenzia Coldiretti – hanno dimostrato capacità di coniugare la sfida, con il mercato e il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, a contatto, con la natura, assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità. Importante anche la “quota giovane”. con oltre il 10% delle aziende femminili, condotte da ragazze, sotto i 35 anni, che hanno puntato, sull’uso quotidiano della tecnologia, per organizzare, sia il lavoro, che lo studio, magari usando lo smartphone, per gestire, on line, acquisti o prenotazioni in agriturismo. Le donne sono anche promotrici d’iniziative, riguardanti l’educazione alimentare, nelle scuole, anche valorizzando l’agroalimentare, in cucina – nella foto: Fiorella Dal Negro, agrichef Coldiretti – in base a preziose ricette della tradizione. «Da anni – aggiunge Chiara Recchia – realizziamo progetti, rivolti alle nuove generazioni, per sensibilizzarle alle buone abitudini dell’alimentazione, della stagionalità dei prodotti, del consumo a kilometro zero, nonché del rispetto per l’ambiente. In questo modo, è possibile diffondere, anche. nelle famiglie, una cultura, che renda le persone più consapevoli e responsabili degli stili di vita sani. Riuscire a coniugare, in forma responsabile, attività produttiva e servizi alla persona, visione imprenditoriale e progetti di filiera, ragioni private e bene comune, è il progetto ambizioso. che Coldiretti sta contribuendo a realizzare, mettendo a sistema le esperienze delle imprenditrici agricole, sul territorio italiano». Grande, dunque, l’impegno della donna in campagna, impegno, che, originariamente, dedicato al suolo, alle piante, alle erbe, ai prati, che lo popolano, si è allargato, molto positivamente a quella didattica, che, finalmente, fa conoscere da vicino, a chi, vivendo fra il cemento della città, e, soprattutto ai giovani, da dove provengono gli alimenti, con cui ci nutriamo, e di quale grado sia l’impegno, che l’agricoltore, in questo caso, l’agricoltrice, deve dedicare al suolo e alle risorse. che, esso, attraverso il lavoro, costante e altamente impegnativo, ci offre.
Pierantonio Braggio
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