Antisemitismo. Duro a sparire, è odio e vergogna.

di admin
Antisemitismo. Un tema, che non vorremmo trattare, in quanto, riassunto in un vocabolo, che indica odio, ma, sul quale, fatti e tempi, ci costringono a riflettere, profondamente addolorandoci.

Non si riesce a capire, perché, nella mente d’individui o in seno a movimenti, s’annidi, ancora oggi, l’antisemitismo, inteso, appunto, come odio, nei riguardi del fratello ebreo, e solo, perché egli è ebreo. Fratello che è comunque, uomo, come tutti gli altri, del globo. Non giustificava tale ostilità, agli inizi della tormentata e triste storia ebraica, neanche il fatto, che quattro sacerdoti, pure ebrei, hanno voluto la crocifissione di Gesù Cristo. Né, trova giustificazione il fatto che, sin dai lontani primi secoli del Mille, la comunità ebraica, in Europa, fosse considerata, volutamente, studiatamente e bugiardamente, la causa di fatti o di eventi negativi o disastrosi – nella realtà, inesistenti – per l’umanità. Un modo di vedere e di considerare, diretto, unicamente a denigrare e che può giustificarsi solo, come derivante dalla più profonda ignoranza o da un probabile, sentito e sciocco stato d’inferiorità, nel quale veniva a trovarsi qualche europeo, dinanzi alla vivace intraprendenza ebraica. Un tutto, dal quale ci sentiamo colpiti profondamente, nel cuore, per cui, ci chiediamo, perché si sia giunti, sia  per ignoranza, come cennato, sia per superficialità, o, peggio, per cattiveria, a non vedere negli Ebrei, uomini, degni e meritevoli d’ogni diritto. Non si giustifica, ancora, il fatto, che, sin dal primo Medioevo, una lunga ed oscura sequenza di diffamanti accuse – come rapimento di piccoli cristiani, per ucciderli e berne il sangue;  profanazione di ostie consacrate;  diffusione della  peste; avvelenamento delle acque di fontane e di pozzi e, persino, di volere farsi padroni del mondo… –  si sia riversata sugli Ebrei, se non per suscitare, nella gente, l’idea e la volontà di cacciarli… Ma, se la realtà è quella, che conosciamo – per fortuna, le puerili, ma devastanti accuse citate non trovano più spazio, nel nostro tempo – dobbiamo fare il possibile, per restituire il dovuto, umano rispetto al mondo ebraico, che tanto ha contribuito alla positiva evoluzione dell’Europa. Già, solo pronunciando la voce “ebreo”, tanto si è abusato di tale termine, in sé correttissimo,  che, almeno a noi, pare di esprimere disprezzo per una persona,  perché tale voce, usata in alcune circostanze, per molti, aveva ed ha il significato di persona da evitare o da considerare negativamente, tanto è stato ed è, da secoli, il valore ostile, ad essa parola attribuito.  Ebreo è vocabolo, che indica, unicamente e correttamente, l’appartenenza al Popolo d’Israele, mentre, per molti, purtroppo, esso ha significato di disprezzo, che è stato, per secoli, sulla bocca di molti, i quali, tuttavia, non sapevano – e crediamo, oggi, che, numerosi, ancora, non sappiano – di quale peso fosse il suo contenuto dispregiativo. Talché, per esempio, sino agli anni Sessanta del 1900, abbastanza usata era l’espressione dialettale veronese di rimprovero, volta, molto bonariamente, a chi si esponeva, disturbando o dicendo sciocchezze: “Va nel ghèto déi ebrèi”! Ebrei, i quali, con quanto si stava trattando, nulla avevano a che fare…  Non, quindi,  coscienza o cattiveria, in quanto s’andava dicendo, ma, semplice espressione comune, comunque, non frutto di riflessione. Conferma, pure, una visione, non certo positiva, l’espressione, che, ovviamente, non ci piace e respingiamo: ”… è ebreo”! Questo, per dire che i due citati modi dire, da noi registrati, in anni di vita, non erano e non sono, sebbene non sopportabili – ci siamo sempre ben guardati dall’usarli! – derivanti da cattiveria o da odio, ma, dovuti semplicemente alla presenza ebraica nella città scaligera… e non, quindi, da pensata ostilità, verso il grande ed innocente mondo ebraico, presente, da tempo incalcolabile, in Europa. Oggi, invece, dominano, in alcuni e in certi circoli, rinnovati disprezzo ed odio, verso gli innocenti Figli d’Abramo, disprezzo ed odio, che trovano terribile rivitalizzazione, in un non ancora sparito spirito nazifascista, personificato, a suo tempo, nella figura del criminale Adolf Hitler (1883-1945) e nei suoi sgherri, che, di brutalità e di crudeltà, furono boriosi predicatori e maestri. Fu girovagando, da giovane, nella Vienna del suo tempo, che Hitler, a seguito di letture, allora, molto diffuse, talvolta, pseudoscientifiche e contrarie al mondo ebraico – già accusato, come citato, da secoli, di delitti mai verificatisi, ma, ormai sulla bocca di tutti, anche perché raccontati, in Europa, di generazione in generazione – si fece l’idea fissa, che la forte presenza ebraica, in Vienna, fosse di danno alla società locale, che gli Ebrei costituissero una razza inferiore a quella nordeuropea o, secondo i ‘sapienti’ del tempo, ariana, e che essi fossero la causa di tutti i mali dell’umanità, compresa, secondo Hitler, la sconfitta della Germania guglielmina, nella prima guerra mondiale.
Per tutte le colpe, dicevamo, tramandate, da bocca in bocca, attribuite ingiustificatamente agli Ebrei, sugli 11.000.000 di essi, che vivevano in Europa, nel 1942, il Popolo d’Israele dovette piangere, e piange, 6.000.000 di vittime, che, già prima d’essere state forzate ad andare verso un’umiliante e terribile morte, non erano più considerate essere umani, ma, cinicamente, “cose”, da eliminare. Comunque, l’antisemitismo del passato ed attuale è stato ed è inaccettabile odio di uomo verso uomo, odio, oggi, alimentato e esercitato da menti, che nemmeno conoscono, ma, dovrebbero  provarlo, quale triste destino di persecuzione e di dolore, sia stato riservato al Popolo ebraico, da secoli e nei secoli, in Europa.  Offendere, quindi, persone, salvatesi dai campi di concentramento nazisti, o negare l’esistenza di questi ultimi e il dolore, in essi, inflitto, senza scrupolo alcuno, dalle SS naziste, ai disgraziati Ospiti degli stessi, equivale a imperdonabile delitto.
Pierantonio Braggio

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