Stretta relazione fra turismo ed export d’agroalimentare di Verona e provincia. Il turista, che visita il Veronese, non dimentica le sue eccellenze alimentari.
di adminCirca il vino, esportato, per 984,4 milioni di euro, nel 2018, si rileva lo stesso effetto, che riguarda, oltre che Germania, Austria, Regno unito, Svizzera, ed anche Danimarca, Belgio, Francia, mercati che assorbono le nostre maggiori esportazioni vinicole. Lo stesso vale anche per la Cina e la Repubblica Ceca. Questo, non dimenticando che il nostro vino trova grande spazio anche negli Stati Uniti, in Canada, in Svezia, in Norvegia e in Finlandia. Molto importante, sotto gli aspetti esposti, è, quindi, la proposta delle eccellenze veronesi agroalimentari, nel piatto, accompagnate dal migliore vino, per fare ricordare al turista, in visita, che può continuare a godere dei nostri straordinari prodotti, anche nel suo Paese. Prodotti, poi, che sono di forte spinta, per il possibile turista estero, a tornare nel Veronese… Economia “circolare”, diremmo, dai grandi risultati… “I dati confermano l’esistenza di uno stretto legame tra turismo ed export – evidenzia Riccardo Borghero, vice segretario Generale della Camera di Commercio di Verona – un circuito virtuoso, in cui alcune produzioni made in Verona, divengono polo di attrazione, per il territorio veronese e, allo stesso tempo, contribuiscono ad orientare i mercati esteri, verso nostri prodotti dell’agroalimentare, tra cui il vino. Flussi turistici e consumi di prodotti agroalimentari si influenzano a vicenda e molto spesso la crescita degli uni condiziona favorevolmente lo sviluppo degli altri”. Per ulteriori dati:www.vr.camcom.it. La cosa va studiata a fondo, perché, se bene concertata, potrebbe diventare motivo, sia per nuovi flussi turistici, che per ulteriore export.
Pierantonio Braggio
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