Rigenerare la foresta amazzonica perduta: il segreto nelle feci del tapiro
di admin“Il tapiro è sempre stato considerato il “giardiniere della foresta” grazie alla sua capacità di disperdere sulle lunghe percorrenze i semi dei frutti che mangia”, spiega Caterina Spiezio, responsabile del settore ricerca e conservazione del Parco Natura Viva. “Ma nessuno finora aveva mai scoperto che questo animale si spinge a errare anche oltre i limiti della foresta incontaminata, dove gli uomini hanno bruciato o abbattutto la biodiversità vegetale. Ed è proprio nelle zone degradate del Mato Grosso che – da gennaio a settembre 2016 – i ricercatori hanno registrato una permanenza dei tapiri lunga il doppio rispetto alle zone incontaminate, il che – grazie a rilievi aerei, foto trappole e monitoraggio in campo – ha restituito una presenza di feci tripla rispetto a quelle lasciate in foresta”. Secondo i ricercatori, ad attrarre i tapiri sono alcuni piccoli germogli che spuntano dalla terra, grazie alla maggiore luce che colpisce il suolo della foresta spoglia.
“Questo ha permesso di capire che un animale di 250 chili – prosegue Spiezio – potesse essere il veicolo più prezioso per la rigenerazione dell’habitat forestale”. E a ragione: i ricercatori hanno contato nelle feci di tapiro 129.204 semi appartenenti a 24 diverse specie di piante (peraltro 6 di queste sconosciute fino a quel momento), perfettamente ingeriti, digeriti, rilasciati sul terreno e in grado di dare vita a nuovi alberi. Un metodo rapido e poco dispendioso per combattere deforestazione, scomparsa della biodiversità e cambiamento climatico, “suggerito” da un animale che di evoluzione se ne intende.
Purtroppo però, sarà ancora una volta l’uomo a dover scegliere se imboccare la via della distruzione o quella della rigenerazione.
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