Sai, veramente, cosa mangi? Stop al cibo anonimo».

di admin
A Verona, due appuntamenti per la firma-petizione, contro i cibi fake: venerdì 21 dicembre, in Piazza Bra e Borgo Venezia, a cura di Coldiretti, Verona.

Coldiretti Verona raccoglie firme, per lo «Stop al cibo anonimo», chiedendo all’Europa trasparenza, sulla provenienza di quello che si mangia, rendendo obbligatoria l’indicazione di origine degli alimenti, per proteggere la salute dei cittadini, per prevenire le frodi alimentari e garantire i diritti dei consumatori. Per sostenere con la propria firma il concetto “Mangia originale, smaschera il tuo cibo”, veronesi potranno recarsi, venerdì, 21 dicembre, sia in Piazza Bra, sul Listón, angolo Via Mazzini, dalle 9 alle 13, sia al Mercato a km zero di Borgo Venezia, in via Villa Cozza (angolo Via Verdi), dalle 8.30 alle 12.30. Giovani Impresa di Coldiretti, proporranno, in omaggio, prodotti del territorio. Al Mercato di Borgo Venezia, oltre al brindisi natalizio verso le 11.30, si potranno acquistare alberelli, in legno, del progetto «Adotta un albero», realizzati da un’imprenditrice agricola di Vicenza, con i ceppi abbandonati, dopo il maltempo di fine ottobre, che ha danneggiato l’Altopiano di Asiago. Il presidente di Coldiretti Verona, Daniele Salvagno: «In un momento difficile, per l’economia, dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza, con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti. Oltre 4 italiani su dieci (42%) sono disponibili a pagare oltre il 10% in più, pur di avere garantita l’origine Made in Italy del prodotto, dal campo alla tavola, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè». Aggiunge Giuseppe Ruffini, direttore di Coldiretti Verona: «Di fronte all’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea, che obbliga a indicare l’origine, in etichetta, per le uova, ma, non per gli ovoprodotti, per la carne fresca, ma, non per i salumi, per la frutta fresca, ma, non per i succhi e le marmellate, per il miele, ma, non per lo zucchero, nasce un fronte europeo per la trasparenza in etichetta, con la raccolta di un milione di firme, in almeno sette Paesi dell’Unione». Raccolta di firme, che si prefigge di rendere obbligatoria l’indicazione del Paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati, in circolazione nell’UE, senza deroghe per i marchi registrati e le indicazioni geografiche. Circa gli alimenti trasformati, l’etichettatura di origine deve essere resa obbligatoria, per gli ingredienti principali, se hanno un’origine diversa dal prodotto finale. Come cittadini, quindi, appartenenti all’Unione Europea, dobbiamo agire – porre la nostra firma – per tutelarci, in fatto di prodotti alimentari, che ci vengono proposti e provenienti dall’estero: cosa, appunto, che dev’essere richiesta a Bruxelles e, da Bruxelles stessa, accolta e resa obbligatoriamente applicabile, in tutti i suoi aspetti, onde essere certi di “cosa mangiamo”. Ottima, quindi, la proposta di Coldiretti Verona.
Pierantonio Braggio

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