Gli acquisti di Bot europei, da parte della BCE, continueranno sino a tutto 2018. Dal 1° ottobre, sino al 31 dicembre, tuttavia, saranno limitati a 15 miliardi al mese.
di adminOssia, sino alla fine di settembre, si acquisteranno, 30 miliardi al mese di titoli pubblici europei, e, dal 1° ottobre, sino al 31 dicembre, solo 15 miliardi al mese. Draghi ha pure fatto presente che i titoli in portafoglio alla BCE, non solo non verranno venduti, ma saranno dovutamente reinvestiti in nuove emissioni, allo scopo di mantenere contenuti i tassi, che dovrebbero rimanere all’attuale livello, sino al 2019, e, comunque, ove necessario, anche oltre, per raggiungere quel tasso d’inflazione, non inferiore e non superiore al 2%, che ha motivato, nel 2015, appunto, l’acquisto dei Bot europei. Un 2%, che è considerato l’indice, adatto a creare sviluppo economico, pur garantendo stabilità dei prezzi, sebbene occorrano ulteriori provvedimenti, per raggiungere la meta di sviluppo desiderata. Meta, pur vicina, che, in sede europea, non raggiungerà, però, l’1,8%, si ritiene, nemmeno, nel 2020.
Scopo del QE era ed è di creare quella liquidità, cui privati ed imprese potessero attingere, attraverso il sistema bancario, a tassi molto contenuti e, quindi, favorevoli ed incentivanti, nonché tali da promuovere maggiore movimento economico e, quindi, crescita, che, come sappiamo, è misurata attraverso l’indice Pil. La BCE ha acquistato, sinora, oltre 2500 miliardi di titoli obbligazionari, talvolta anche di aziende private, diventando, quindi, forte creditrice dei vari Stati emittenti. Fra i quali, c’è anche l’Italia, con il suo eterno debito pubblico, che, in qualche modo, va pure ridotto…, anche a mezzo di quelle riforme, che dobbiamo sbrigarci a porre in atto, se non vogliamo essere considerati continua fonte di preoccupazione, per tutta l’area dell’euro. Euro, considerato da Mario Draghi moneta irreversibile, e da mezzo mondo, apprezzata come moneta di riserva, ma, che noi critichiamo, perché non ci permette di svalutare – non è con la svalutazione, che si risolvono i problemi, che ci schiacciano – mentre, guarda caso, torna gradita a molti e a numerosi altri, che vorrebbero vederla scorrere nei propri canali economici. Se è vero che mettere mano alla pesante eredità del debito pubblico nostrano è cosa complicatissima, è altrettanto vero che diverse misure migliorative della nostra economia sono possibili. Tentiamo di dimostrare buona volontà, madre di affidabilità, per porci sulla strada giusta.
Pierantonio Braggio
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