89,7 giga-tonnellate di CO2 in meno da una gestione più efficiente degli impianti di condizionamento esistenti
di adminLa temperatura del Pianeta Terra si innalza e la domanda di raffrescamento cresce, creando ulteriore margine per l’aumento del riscaldamento globale: vogliamo “rinfrescarci” e, paradossalmente, ci “riscaldiamo” ancora di più. La buona notizia è che la diffusione su vasta scala di tecnologie innovative consentirebbe di ridurre l’impatto ambientale del mercato. La sola gestione più efficiente degli impianti di condizionamento esistenti porterebbe da sola al risparmio dell’emissione di ben 89,7 giga-tonnellate di CO2 e al contenimento dell’aumento di 1°C del riscaldamento globale entro il 2100. È quanto emerge dal Global Opportunity Report 2018, la nuova edizione dell’annuale studio condotto a livello globale da DNV GL – Business Assurance, dal Global Compact delle Nazioni Unite e da Sustainia. |
Il condizionamento consuma il 17% della domanda globale di energia elettrica |
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Raffreddare i data center: un mercato da $14 miliardi |
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Un condizionamento dell’aria diverso: si aprono nuove opportunità |
“La crescente richiesta di condizionamento è principalmente dovuta alla concentrazione della classe media nelle aree urbane – ha commentato Luca Crisciotti, CEO di DNV GL – Business Assurance. – Nelle città, l’utilizzo di condizionatori può aumentare le temperature di più di 1°C localmente, peggiorando il fenomeno delle isole di calore, secondo cui si determina un microclima più caldo all’interno delle aree urbane cittadine nei confronti delle aree circostanti, a prevalenza rurale. Il Pianeta, però, ci impone di trovare soluzioni più intelligenti, più “smart”, per soddisfare questa nostra esigenza. Per esempio, impianti di condizionamenti dell’aria che sfruttino l’energia del sole, con una riduzione del consumo di elettricità fino all’85%. Sono soluzioni già esistenti: ora dobbiamo imparare a sfruttarle su vasta scala.” |
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