La storia dell’emigrazione veneta nelle scuole del Veneto. Milioni di veneti hanno lasciato la loro terra, da fine Milleottocento.
di adminL’evoluzione dei tempi e la coscienza dei propri ingegno, capacità e laboriosità, due elementi che sono stati e vanno coltivati, hanno posto fine all’emigrazione, dando origine ad una Regione, quella di oggi, dalla potenza economica, pari o superiore a quella dell’amica Baviera o dei Paesi Bassi. Ben presto, dunque, si studierà il fenomeno emigrazione nelle scuole venete, onde i giovani si possano rendere conto di quali erano le tristi condizioni d’un tempo e come da esse, il popolo veneto, sia stato capace, con tenace impegno, togliersi e, quindi, elevarsi, facendosi ammirare anche dall’estero. In merito, pubblichiamo l’interessante comunicato originale di Regione Veneto, del 22 maggio 2018, sulla nuova, importante iniziativa didattica.
“In tutte le scuole di ogni ordine e grado del Veneto, si studierà la storia dell’emigrazione veneta. Lo prevede il protocollo d’intesa, tra Regione Veneto, Ufficio scolastico regionale e le sette associazioni venete, per l’emigrazione: a partire dal prossimo anno scolastico ad insegnanti e studenti saranno proposti interventi di approfondimento, incontri con i testimoni e lezioni di storia, per comprendere il fenomeno migratorio che ha interessato il Veneto, a partire dagli ultimi tre decenni dell’Ottocento, fino al secondo Dopoguerra. Le associazioni dei veneti nel mondo (Associazione Veneti nel mondo, Unione dei Triveneti nel mondo, associazione degli emigrati ed ex emigrati in Australia e Americhe, Bellunesi nel mondo, Trevisani nel mondo, Veronesi nel mondo e Vicentini nel mondo) metteranno a disposizione relatori, esperti e materiali, per realizzare corsi per insegnanti e moduli di approfondimento per gli studenti, dalle primarie, alle secondarie superiori. “E’ giusto che i giovani conoscano l’entità, le cause e ciò, che hanno prodotto il fenomeno migratorio in Veneto tra Otto e Novecento – dichiara l’assessore regionale all’istruzione – nonché, come i diversi paesi hanno affrontato il tema delle migrazioni. E’ una pagina di storia, spesso. ignorata, che, invece, ha generato grandi cambiamenti sociali, culturali e anche politici, nelle nostre terre e nei paesi di destinazione degli emigranti veneti”. “C’è un altro Veneto al di là del mare, tra Americhe e Australia – ricorda l’assessore regionale al sociale e ai flussi migratori. Si calcola, infatti, che gli emigranti veneti e i loro discendenti siano almeno 5 milioni, tanti quanti i residenti nella nostra regione. E molti di loro hanno conservato lingua, cultura, tradizioni e un forte legame con la terra d’origine. Promuovere la conoscenza e lo studio del fenomeno migratorio e delle sue ricadute è un atto di omaggio al coraggio e all’intraprendenza di chi è partito e un modo per tenere vivi i legami, con chi si sente ancora veneto, anche se, ormai, ha messo radici in altri paesi e altre culture”. Storia lunga e di sacrificio, che, appunto, va profondamente spolverata e ricordata, onde sia di presa coscienza di quello, che fu il passato veneto – per nulla facile e duro – e d’incitamento a proseguire sulla strada della laboriosità e della creazione di benessere sociale.
Pierantonio Braggio
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