Associazione Nazionale Carabinieri. Grande il contributo al Paese, da parte del settore “Protezione Civile”.

di admin
L’Associazione Nazionale Carabinieri è stato il punto d’arrivo dell’evoluzione storica del movimento associativo, fra congedati e pensionati dell’Arma, iniziata verso fine secolo XIX. Lo spirito d’Arma, profondamente sentito dai carabinieri in congedo di ogni grado, fu d’incentivo al proposito di dare vita ad un movimento associativo, realizzatosi il 1° marzo 1886, con la costituzione, in…

Sorsero vere e proprie forme previdenziali, in favore di quegli associati che, non erano più in grado di lavorare, per età o per infermità, o di seguire i percorsi di crescita e scolastici di minori, figli di carabinieri, periti durante il loro servizio o mancati all’affetto dei propri cari. Oggi, l’Associazione Nazionale Carabinieri, ampliata alla Protezione Civile, s’impegna anche in attività finalizzate alla tutela dell’integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente dai danni o dal pericolo di danni, che persone o cose potrebbero potenzialmente soffrire in determinate situazioni, causate da disastri naturali o disastri di altra natura. Tutto, partendo dal concetto “sapere cosa fare” e “come farlo”, per meglio riuscire. ANC Protezione Civile ha agito, per esempio, in scenari drammatici, quali quelli nelle aree di Amatrice e di Norcia ultimamente, senza dimenticare gli interventi in Abruzzo, L’Aquila, durante le esondazioni di Genova, in occasione del terremoto in Emilia e di tanti altri scenari non meno importanti. Nei quali è richiesta, oltre alla disponibilità, una formazione sempre più specifica e una capacità di operare e d’interagire, in squadre miste, che potrebbero provenire dalle diverse provincie italiane: esperienze queste, già consolidate nelle varie emergenze e nei raduni. L’altruismo, la disponibilità, la capacità di sapere e saper fare devono essere continuamente spronati e messi a bene comune. Chiaro, quindi, che per tali importanti interventi, occorre preparazione ed aggiornamento, ottenibili solo con incontri di formazione ad hoc, basati su scenari di rischio, previsti nei Piani di Emergenza Comunali delle comunità, che ospitano i gruppi in formazione.
Ringraziamo il sig. Alberto Bestetti, che molto gentilmente ci ha fatto avere l’ampia descrizione, di cui sopra, la quale ci permette di avere conoscenza diretta su storia e compiti dell’ANC, nonché del suo settore Protezione Civile, che, basato esclusivamente sul volontariato,
è di costante, grande aiuto, assieme ad altri gruppi, alla Nazione,
Pierantonio Braggio

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