NARCOS: la storia vera di un paese narco-democratico.

di admin
La serie TV “Narcos”, firmata dal colosso di streaming Netflix, è riuscita, nelle tre stagioni che la compongono, a ritagliarsi un degno e meritato spazio nella lista delle serie migliori e di maggiore successo degli ultimi anni.

L’aspetto maggiormente apprezzato è l’accurata sceneggiatura che nelle prime due stagioni ruota attorno ad un uno dei più controversi e ricercati criminali ovvero Pablo Emilio Escobar Gaviria per poi nella terza incentrarsi sulla cattura di altri narcotrafficanti colombiani. “Narcos” descrive con il giusto equilibrio fra storicità, grazie a varie spiegazioni arricchite da video e immagini dell’epoca, e fatti romanzati, senza mai cadere nella prevedibilità e gravi inesattezze, la storia di un uomo che dall’assoluta povertà delle favelas colombiane riuscì a costruire un impero della droga con profitti ben oltre a quelli di uno stato come il nostro. Arrivò ad avere flotte di aerei, navi, veicoli costosi, così come ricche proprietà e vasti appezzamenti di terreno e a guadagnare 420 milioni di dollari la settimana, cosi tanto denaro che dovette nasconderli nei muri delle sue proprietà e sotterrarne molti altri in numerosi campi attorno alla città di Medellin in cui creò, assieme ai fratelli Ochoa e José Gonzalo Rodríguez Gacha (soprannominato “El Mexicano”), uno dei più grandi, ricchi e potenti cartelli della droga raffinando ed esportando migliaia di tonnellate di cocaina in tutto il globo. Ma i loro traffici miliardari non continuarono incontrastati, bensì furono, tra intercettazioni, blitz, arresti e sparatorie quotidiane, duramente ostacolate ma non interrotte del tutto. A guidare questa vera e propria guerra ci furono due agenti della Drug Enforcement Administration (DEA) Steve Murphy, interpretato da Boyd Holbrook e Javier Peña, interpretato da Pedro Pascal che, assieme alle autorità colombiane, combatterono dagli anni 70 fino al 1993 una guerra che sconvolse profondamente il paese con attacchi terroristici e migliaia di agenti, civili e politici assassinati e trucidati da parte dei Narcos di Pablo Escobar (interpretato da Wagner Moura). Ad accompagnare le scene e creare la perfetta atmosfera è presente una colonna sonora con brani tipici dell’America meridionale a partire dal singolo dell’introduzione composto dal cantante brasiliano Rodrigo Amarante e altre canzoni del genere balero e della musica Latina. Il cast comprende attori per la gran parte sconosciuti ma perfetti e di elevata bravura, i quali, soprattutto Wagner Moura, riescono a creare scene di grande effetto. Dopo le prime due stagioni, girate interamente in Colombia, la serie narra l’ascesa del Cartello di Cali che dopo lo smantellamento del Cartello di Medellin prende le redini del traffico di droga ma i suoi leader, i fratelli Gilberto e Miguel Rodríguez Orejuela, José Santacruz Londoño e Hélmer "Pacho" Herrera verranno progressivamente incalzati e perseguitati dal governo e dalla DEA. In sintesi, “Narcos” rappresenta il perfetto esempio di produzione televisiva di alta qualità discostandosi dalle classiche altre opere presentando una storia complessa e non facile da trasporre e in grado di trasmettere allo spettatore la drammatiche vicende che misero in ginocchio un paese e svelare la realtà del mondo del narcotraffico.

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