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51ª Fiera del Riso da record ad Isola della Scala: serviti oltre 530 mila piatti al “riso”.

di admin
‘Premiati’ dal foltissimo pubblico i nuovi allestimenti, gli eventi collaterali, i concorsi ed i cooking shows.

Si è chiusa, felicissimamente, domenica 8 ottobre 2017, la 51ª Fiera del Riso di Isola della Scala, Verona, con oltre 530 mila piatti al riso serviti, superando così il record dell’edizione 2016, che aveva fatto contare 510 mila porzioni. In dettaglio, i risotti, serviti agli stands e durante i vari eventi gastronomici, sono stati circa 420 mila, mentre i dolci – sempre a base di riso o di farina di riso – hanno oltrepassato quota 110 mila. Numeri, che parlano da soli, e che, per numero e qualità, costituiscono un vero unicum, a livello di promozione agroalimentare. La Fiera è stata visitata da oltre 500 mila persone, provenienti, in particolare, da Emilia-Romagna e Lombardia, oltre che, ovviamente, dal Veneto.
Ottimi, eleganti, quanto al lato esteriore dell’evento, i nuovi allestimenti, nell’area fieristica e in Isola della Scala stessa, e molto gradita l’apertura al sabato, con orario continuato, e apprezzati il Teatro del Gusto, i cooking shows e gli incontri dedicati alla cultura del cibo. Successo anche per il Borgo del Riso, dove le Riserie locali hanno venduto direttamente il proprio prodotto: il visitatore desidera anche comprare in loco…
Importante l’iniziativa de “il Mondo del Vino”: oltre trenta le aziende vinicole, che hanno collaborato con Ente Fiera, soprattutto nei concorsi e negli eventi Top Show, nonché nelle serate a tema, dedicate al Vialone nano veronese Igp.
“Il progetto di qualificare ulteriormente la Fiera, sia sotto l’aspetto gastronomico, che degli allestimenti, ha dato i frutti sperati. Questi elementi, uniti a condizioni meteo favorevoli, ci hanno permesso di raggiungere anche un nuovo record. I numeri sono molto importanti, ma lo è altrettanto la qualità dell’offerta fieristica: mai come quest’anno, soprattutto da fuori provincia, abbiamo ottenuto pareri positivi sulla Fiera e sulla sua organizzazione”, così il presidente di Ente Fiera, Alberto Fenzi.
“La 51ª Fiera del Riso ha fatto registrare il più alto numero di eventi, tenutisi nel centro storico di Isola della Scala. Siamo riusciti, così, ad avvicinare l’area fieristica al centro cittadino, con il coinvolgimento degli esercizi commerciali e della cittadinanza. L’operazione proseguirà, con le prossime edizioni. Il successo della 51ª edizione è merito del lavoro di associazioni, riserie, aziende e cittadini, che hanno investito tempo e passione per la Fiera, risultata, al contempo, la più ‘Nazionale’ e più ‘Isolana’”, ha sottolineato il sindaco di Isola della Scala, Stefano Canazza.
“Per la prima volta, la Fiera è stata l’occasione per condividere, con i cittadini, idee per la crescita di Isola della Scala. Lo abbiamo fatto, ad esempio, realizzando il progetto per la riqualificazione e il restauro dell’antico Mulino del Palasio e quello per lo sviluppo di servizi e strutture, in area fieristica, a favore del turismo ‘lento’”, ha ricordato il vicesindaco, Michele Gruppo. Il primo premio destinato alla Riseria locale, che abbia preparato, con più continuità, il migliore “Risotto all’Isolana”, negli stands del Palariso, è stato conferito alla Riseria Corte Schioppo, già vincitrice dell’edizione 2016.
Il prossimo, grande impegno dell’Ente Fiera di Isola della Scala si realizzerà nel prossimo novembre, quando, dal 9 al 26, al Palariso, si terrà la 17ª “Fiera del bollito con la Péarà”, la manifestazione, che celebra il più popolare, tra i piatti della cucina tradizionale veronese. Piatto sempre più apprezzato anche da chi veronese non è, per i sapori che esso propone e per la massima qualità delle carni e della crema di pane, al brodo di manzo, che egregiamente, da secoli, lo compongono. L’impegno e la qualità del prodotto fanno della Fiera del Riso e della Fiera del Bollito con la Péarà, due punti cardinali di Isola della Scala, Verona, che, per tali eventi, sarà sempre più premiata, da appassionati e visitatori, interessati ad assaporare il meglio, che agroalimentare e tradizione possono e sanno offrire, in un mondo, in cui – anche a causa degli impegni quotidiani, della derivante fretta e del progresso, modello di vita non sempre positivo – dominano unicamente il confezionato e, più chiaramente, l’inscatolato… Tutto, dimenticando la genuinità delle grandi ed indimenticabili ricette dei nostri avi.
Pierantonio Braggio

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