25.4 milioni di euro per le specie a rischio estinzione in due anni: rinoceronte, gorilla e grandi felini i più supportati

di admin
Dalla Danimarca alla Spagna, dall’Irlanda alla Bulgaria, l’Europa fa la sua parte per arginare gli effetti della “sesta estinzione di massa delle specie animali” e nei soli ultimi due anni, muove 25,4 milioni di euro nella conservazione degli habitat più a rischio del Pianeta. Tra i cinque Continenti, a beneficiarne di più è l’Africa, che…

A fare il punto sugli investimenti che i parchi zoologici d’Europa hanno profuso in situ (nell’habitat naturale degli animali) è Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo e membro del gruppo di lavoro sulle scimmie antropomorfe della European Association of Zoos and Aquaria (EAZA), durante l’VIII Convegno Nazionale della Ricerca nei Parchi in corso a Bussolengo fino a domenica 1 ottobre.
“In Europa c’è un contingente di più di 300 parchi zoologici che conosce e si fa carico delle necessità economiche dei progetti di salvaguardia delle specie a rischio estinzione”, commenta Avesani Zaborra. “I dati ufficiali d’investimento del biennio appena trascorso, ancora parziali ad aprile 2017, restituiscono l’immagine di un globo interamente coinvolto dalla perdita di biodiversità, con il rinoceronte, il gorilla e i grandi felini in testa tra le specie più supportate”. E infatti, simbolo di questa emergenza è senz’altro l’Africa, alla quale sono stati inviati circa 10 milioni e mezzo di euro. Segue l’Asia, con più di 5 milioni di euro, l’Europa stessa con 3 milioni e mezzo, poi il Sudamerica con 2,4. Dietro le regioni antartiche del Polo Sud, il Sud-est asiatico e l’Oceania, fanalino di coda con meno di 1 milione di euro. Fondi devoluti con obiettivi specifici per massimizzare l’efficacia dell’aiuto, necessari alla costruzione di due pilastri: “Il sostegno alle comunità locali – continua Avesani Zaborra – coinvolte in progetti lavorativi che possano offrire loro un’alternativa allo sfruttamento delle risorse naturali, al quale è spesso costretto chi vive in zone d’indigenza; ricerca in campo per ottenere la necessaria conoscenza dello stato effettivo di conservazione delle specie nel loro habitat naturale”. E dopo rinoceronte, gorilla e grandi felini, seguono antilopi e uccelli migratori.

GLI OSPITI DI DOMANI, 30 SETTEMBRE
Una quattro-giorni scientifica voluta ed evoluta nel tempo grazie alla visione lungimirante di Cesare Avesani Zaborra, biologo e direttore scientifico del Parco Natura Viva, che all’interno della propria struttura ha voluto istituire un settore Ricerca e Conservazione, unico in Italia, guidato da più di un decennio da Caterina Spiezio, naturalista e psicobiologa. Insieme guideranno anche questo ottavo anno, al quale parteciperanno ospiti di spicco di calibro internazionale:

Cristina Giacoma, direttore del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino, coordinatrice dell’unica stazione di ricerca italiana in Madagascar;
Adrian Hagatis, coordinatore del piano “Bison Rewilding” per la reintroduzione in Romania del bisonte europeo, al quale il Parco Natura Viva partecipa con gli esemplari nati a Bussolengo;
Kevin MacFarlane, manager della Limpopo Lipadi Game and Wilderness Reserve in Botswana;
Miguel Quevedo, veterinario dello Zoobotánico di Jerez de la Frontera (Spagna) e del Proyecto Eremita, progetto di reintroduzione di una colonia stanziale di ibis eremita in Andalusia, che accoglie gli esemplari nati al Parco Natura Viva;
Johannes Fritz, capo-progetto del “Reason for hope” per la reintroduzione in Europa dell’ibis eremita come specie migratoria;
Frands Carlsen, responsabile della Sezione di Zoologia del dipartimento di ricerca e conservazione dello Zoo di Copenhagen e coordinatore europeo del programma di conservazione ex situ dello scimpanzé (al Parco Natura Viva la colonia più popolosa d’italia);

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