Valdegamberi: “Se nel 2013 non avessi presentato la proposta di legge (poi divenuta legge) che prevedeva di fare un referendum come la Scozia per l’indipendenza oggi non saremo qui nemmeno a parlare di autonomia”
di adminLa proposta di legge sull’Indipendenza, di cui ero il primo firmatario, era stata elaborata dal movimento di Indipendenza Veneta. Tutti avevano paura a presentarla, forse temendo le ripercussioni dallo Stato. Mai si aveva osato tanto. Seguì un lungo dibattito, con diversi incontri sul territorio veneto. Vi fu la costituzione di un gruppo di costituzionalisti autorevoli, che hanno espresso i loro pareri sulla possibilità di perseguire la via referendaria per raggiungere l’indipendenza del Veneto dall’Italia.
Il mio progetto, dopo un travagliato iter consiliare, diventò legge, la L.R. n. 16/2014.
La sfida allo Stato italiano è stata coraggiosa e per nulla banale.
Era la prima volta che un organismo legislativo, legittimamente eletto e rappresentativo del popolo, sollevava in maniera formale la questione veneta, chiamando il popolo veneto ad esprimersi pacificamente e liberamente.
Fu allora che alcune forze politiche, quasi per contrastare la spinta indipendentista, presentarono un altro progetto di legge che fu votato concordemente dalla maggioranza insieme al mio, diventando la L.R. n. 17/2014.
Entrambe le leggi furono impugnate dal Governo avanti alla Corte Costituzionale. Come era prevedibile la legge che chiedeva un referendum per l’indipendenza fu cassata, mentre veniva dato il semaforo verde dalla Suprema Corte a quella per l’autonomia che ci permetterà il 22 di ottobre pv di andare al voto.
In quella occasione ci appellammo al principio di autodeterminazione dei popoli, che è presente nei trattati internazionali, recepiti dalla Costituzione Italiana ex art. 10 e, quindi, parte integrante del diritto italiano.
Ci rendiamo conto che la sfida al centralismo statale parte prima da una richiesta di maggiore autonomia.
Tuttavia, senza quel dirompente provvedimento legislativo, credo, nessuno avrebbe mai proposto alcun referendum, nemmeno per l’autonomia.
Lo Stato, per fermare le spinte indipendentiste si è visto costretto a concedere almeno la possibilità di una consultazione su questa. Dire no a tutto poteva risultare pericoloso. Il 22 ottobre 2017 dobbiamo andare tutti a votare e dimostrare di essere un popolo. Persa questa occasione non se ne presenteranno altre.
Poi vi sarà la grande responsabilità della politica ad attuare la volontà popolare, se espressa favorevolmente con una grande partecipazione.
Ma poi non ci saranno alibi per nessuno.
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