Silvano Zavetti e la storia politico-amministrativa nel Comune e nella provincia di Verona, dal 1867.

di admin
Accurate ricerche e studi, nel quadro dell’attività dell’Associazione dei Consiglieri Emeriti del Comune di Verona, portano alla luce nomi, eventi e realizzazioni.

L’attività politico-amministrativa è parte importante della storia di un Comune, storia che, spesso non è conosciuta, pur meritando d’essere portata alla luce, perché attraverso gli accadimenti, che la stessa nasconde fra le sue polverose carte, si è creato, con il trascorrere degli anni, il Comune stesso. È, quindi, compito istituzionale dell’Associazione dei Consiglieri Emeriti del Comune di Verona – associazione, che riunisce gli ex-consiglieri comunali veronesi – svolgere attività di ricerca e di studio, non solo agli effetti meramente storici, ma, anche per dare giustamente diffusione, fra la cittadinanza, all’impegno e all’azione, svolti dai consiglieri comunali del passato, alcuni dei quali, poi, assessori o sindaci, nell’ambito del loro incarico politico. Da anni, ormai, si è assunto il compito di svolgere tale attività di non semplice esame di preziosa documentazione e di descrizione della stessa, corredata dal racconto preciso di fatti e di avvenimenti del tempo, l’ex-consigliere comunale ed ex-assessore all’Urbanistica ed ai Trasporti, fra il 1985 ed il 1992, Silvano Zavetti, oggi presidente dell’Associazione Consiglieri Emeriti. Il quale, su propria iniziativa e in collaborazione con l’ex-consigliere ed ex-assessore Gianni Amaini, ha già sfornato opere monumentali, meritevoli d’essere esaminate, per il loro complesso ed interessante contenuto, arricchito pure da particolari extra-Palazzo comunale, che le stesse propongono. Grazie all’impegno di Zavetti e di Amaini, l’Associazione dei Consiglieri Emeriti può vantarsi di avere dato alle stampe, nel giro di alcuni anni, i seguenti lavori: Il Consiglio Comunale di Verona.Gli amministratori dal 1946 al 2010 – uscito nel 2010; Il Consiglio Comunale di Verona – 100 anni di spettacoli lirici in Arena (1913-2013) – uscito, in occasione del centenario della prima rappresentazione di Aida, a cura di Giovanni Zenatello, e del centenario della nascita di Giuseppe Verdi; 1866 – 2016 150° anniversario. Verona dall’Austria all’Italia, Il Consiglio Comunale, – uscito nel 2016, e Giulio Camuzzoni, sindaco di Verona e protagonista della modernità – uscito, nel 2017, e costituito da una raccolta di atti, relativi a due convegni, dedicati allo stesso Camuzzoni. Una parte di questo libro – tutto curato da Zavetti – riporta l’elenco delle diverse cariche politiche, amministrative e religiose, del periodo 1867-1883, in cui Camuzzoni fu sindaco. In preparazione è il quinto lavoro, dal titolo Il Consiglio Comunale di Verona, al tempo della grande guerra – 1915-1918 – frutto della collaborazione con Gianni Amaini. Oltre a tale preziosa attività descritta, Silvano Zavetti ha realizzato, nello scorso agosto 2017, in collaborazione con Giorgio Gabanizza, la visitatissima esposizione, dal titolo Una mostra fuori dal Comune, accortamente consacrata a libri, dipinti, fotografie, opere artigianali e molto altro, realizzati da ex-consiglieri, sia durante l’espletamento del mandato, che dopo lo stesso. Una mostra, che è stata storia vera e propria, perché, osservando quanto esposto, il pensiero tornava a personaggi del tempo e alla loro azione, in favore della città scaligera. Riteniamo che la citata mostra sia stata un unicum in Italia e che rappresenti un’iniziativa, che, oltre ad avere raccolto innumeri consensi, sarà di esempio e, giustamente e costruttivamente, imitata, quale fonte di storia e di cultura. Il più recente intervento di Silvano Zavetti, si è avuto, guarda caso, a pochi giorni dalla chiusura della 95ª edizione dell’Arena di Verona Opera Festival, nel convegno sul tema “Giovanni Zenatello e la nascita dell’Opera, lirica in Arena”, tenutosi il 13 settembre 2017, a cura della Commissione acustica dell’Ordine degli Ingegneri, in collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica “Evaristo Felice Dall’Abaco”, Verona, nell’Auditorium Nuovo Montemezzi del Conservatorio stesso. Zavetti ha tracciato una lunga e dettagliata storia del romano e veronese anfiteatro Arena, riguardante il periodo 1913-2013, non trascurando un importante insieme di necessari dati precedenti, a partire dal 1809, che confermano come l’Arena sia stata, almeno da tale data, e tuttora sia, di esclusiva proprietà del Comune di Verona. Che, dal 1913, l’adibisce a più grande teatro all’aperto del mondo, ospitando, ogni anno, l’Arena Opera Festival, il grande e mondialmente noto evento dedicato alla lirica, chiusosi di recente, appunto, con la sua 95ª edizione. Nel 1913 – ha evidenziato, infatti, Zavetti – scadeva il centenario della nascita di Giuseppe Verdi e, in tutta Italia, e non solo, si decise di commemorare l’evento. A Milano, si ebbero mesi di rappresentazioni. A Busseto, terra di Verdi, Toscanini diresse La Traviata e Falstaff, nel teatrino del paese. A Verona, dove probabilmente, s’era già deciso di rappresentare Aida, nel Teatro Filarmonico, Giovanni Zenatello, grande tenore veronese, forse su suggerimento della compagna, la soprano Maria Gay, d’origine spagnola, che aveva già cantato all’aperto a Nîmes, Arles ed in altre località, propose ed ottenne di realizzare, per la prima volta, l’Aida in Arena. Silvano Zavetti: già consigliere ed assessore, dicevamo, e presidente della sua Associazione, ma, anche, appassionato della storia veronese e delle relative Istituzioni, con il suo impegno, con le sue ricerche e con i suoi scritti, fa meglio conoscere la storia di Verona, diffondendo cultura, offrendo, al tempo, la certezza d’un suo continuo impegno e di ulteriori, attese pubblicazioni.

Pierantonio Braggio

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