Olio extravergine d’oliva. Non basta un semplice parere sul suo sapore…
di adminImportante, quindi, una visita agli oliveti, con guida specializzata, e, ove possibile, anche una visita ad un Museo dell’olio – ve ne sono diversi, quali iniziative private, atte a creare conoscenza dei settori ulivo, olio e relativa produzione, e, quindi, cultura. Visite, dunque, durante le quali, gli ospiti hanno modo di conoscere, come si diceva, le tecniche di lavorazione delle olive, come, pure, la conservazione e l’imbottigliamento del prodotto finale. Segue al tutto, di solito, un’immancabile degustazione di due o più oli, nella quale i visitatori sono accompagnati in un’attenta analisi, che coinvolge ben tre sensi: la vista, l’olfatto e il gusto, permettendo ciò di venire a conoscere del metodo tecnico, l’unico valido – il parere basato unicamente sul sapore non basta – per una perfetta valutazione dell’olio d’oliva. “Pochi prodotti sono così visceralmente legati all’essere umano e al suo sviluppo culturale, come l’olio d’oliva. Lo scopo dei “percorsi guidati” – evidenzia Sabrina Bonamini, Illasi, Verona, info@oliobonamini.com, tel.: 045 6520558 – “è rendere il frantoio non solo un luogo di produzione, ma una location ideale per la formazione, in modo da conferire valore ad ogni passaggio – dalla coltivazione all’imbottigliamento – al fine di delineare completamente la filiera produttiva. L’olio d’oliva è un’identità da preservare, un patrimonio da valorizzare…”. L’importanza dell’olio d’oliva a tavola non è per nulla minore di quella del vino, trattandosi di due speciali prodotti della terra, che, apportando gusti e sapori particolari – quelli della pianta, del frutto e del citato territorio – onorano ogni pietanza, arricchendola e rendendola, comunque, più gradita.
Pierantonio Braggio
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