Westworld: l’enigmatica odissea della coscienza robotica

di admin
Cosa nasce quando il genere western e fantascienza si incontrano e si fondono? La risposta a questa domanda la ritroviamo perfettamente nella nuova serie TV statunitense che prende il nome di “Westworld: dove tutto è concesso”.

Basata su “Il mondo dei robot” film del 1973, scritto e diretto dal grande romanziere e regista Michael Crichton, la serie, fin dal suo annuncio, si è rivelata un autentico fenomeno globale in grado di tenere incollati allo schermo una media di 12 milioni di spettatori superando cosi la prima stagione di “Game of Thrones” e “True Detective”. Le ragioni che hanno portato a questo enorme successo riguardano soprattutto la presenza della firma della HBO, l’emittente televisiva che da sempre ci ha abituati a grandi serie TV come “I Soprano”, “Game of Thrones” e “Boardwalk Empire”, e il cast che vede mostri sacri di Hollywood come Anthony Hopkins, nei panni del direttore e fondatore del parco in cui è ambientata la serie, e Ed Harris, nel ruolo del misterioso “uomo in nero”. Una menzione a parte per il primo che ci ha regalato una glaciale e inquietante ma allo stesso tempo maestosa interpretazione che ha ricordato molto il dottor Hannibal Lecter. Inoltre il ritmo di ogni singolo episodio è sostenuto, grazie a scene d’azione di alta qualità, effetti visivi imponenti e una messa in scena che rendono grazia e riflettono alla perfezione il futuro distopico e affascinante scaturito dalla mente geniale del compianto Crichton. Come abbiamo accennato, le vicende si svolgono all’interno di un resort a tema western, in cui gli ospiti possono rivivere le atmosfere del selvaggio west interagendo con i residenti, chiamati host, ovvero androidi sintetici che seguono degli appositi filoni narrativi, cioè copioni, tutto ciò nato per coinvolgere i ricchi vacanzieri in emozionanti avventure di ogni tipo (molto simili ai personaggi gestiti dalla CPU che propongono missioni nei videogiochi “open world”). Ma non tutto fila liscio e i robot, a causa di un aggiornamento effettuato per renderli più realistici, cominciano a non essere più sotto il controllo dei tecnici del parco. L’aspetto che rende maggiormente questa serie a dir poco rivoluzionaria è la sceneggiatura scritta magistralmente da Jonathan Nolan (fratello e collaboratore del noto regista Christopher Nolan) e Lisa Joy e che ha arricchito ogni singolo episodio dei 10 totali della prima stagione con indizi e particolari che portano alla risoluzione dei fitti misteri e alle risposte delle numerose domande che vi farete pian piano. Westworld si è rivelata una delle serie TV più intriganti e complesse degli ultimi anni, capace di approfondire argomenti quali le tre leggi della robotica di Asimov e di affrontare temi molto attuali come l’intelligenza artificiale, la discriminazione, la privacy e molti altri.
Il Cinefilo

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