Nuove monete svizzere 2017.

di admin
Un pezzo raffigura eccellentemente una Genziana e porta il facciale di 10 Franchi.

La Zecca di Berna ha recentemente emesso alcuni pezzi importanti e una serie decimale 2017. Chiaramente, Berna non poteva trascurare i 500 anni dalla Riforma luterana, che ha avuto i suoi inizi nel 1517, con l’applicazione delle 95 tesi, stese in lingua latina, da Martin Luther (1483-1546), alla porta della Chiesa del Castello di Wittenberg, Germania. Conseguenze positive o negative della pubblicazione delle tesi a parte, la Riforma ha avuto, in Europa, enorme risonanza, creando, come è noto, involontariamente divisione nel mondo cristiano, divisione superata, tuttavia, nel tempo, dall’unica fede comune… Il pezzo, che vuole ricordare un movimento, la cui rilevanza culturale, sociale e politica continua a fare sentire i suoi effetti, dopo cinque secoli, e non la semplice data d’affissione delle tesi, è da 20 Franchi e in argento 835/1000, con tiratura di 30.000 esemplari, 28.000 in blister e 2000 in folder. Emesso è stato anche un 10 Franchi bimetallico, in 29.000 esemplari, dei quali 18.000 in blister, 2000 in folder e 9000, insertiti nella serie decimale 2017, dedicati alla “Genziana”, che, con il suo eccezionale formato a campanula, di colore blu, è uno dei fiori alpini più amati. Segnala la Zecca di Berna che le specie di Genziana più diffuse sono la Gentiana clusii o genzianella dei calcari, e la genziana di Koch o Gentiana acaulis, mentre 300/400 sono le specie, che si trovano un po’ ovunque. Vi sono, quindi, altre due monete, ciascuna da 20 Franchi, in argento 835/1000, dedicate rispettivamente allo “Jodl” ed al battello a vapore “Uri” – denominazione d’uno dei Cantoni della Confederazione elvetica – battello in attività sul Lago di Lucerna. Quanto allo “Jodl”, ci atteniamo a quanto spiega la Zecca di Berna e riproduciamo le sue delucidazioni, nella certezza di fare cosa gradita, in quanto, tale “Jodl”, è stato da molti di noi spesso sentito e apprezzato, senza mai essere stati in grado di bene capire la sua derivazione, i suoi suoni, ovviamente a bocca, e il suo significato. In merito, dunque, spiega Berna: lo Jodl moderno trae origine dallo Jodl naturale, che si fonda sul richiamo del bestiame in alpeggio e sulla chiamata di soccorso o d’avvertimento (“Juuz”). Lo Jodl è un gioco timbrico, fra il falsetto e la voce di petto, emesso in una successione di fonemi, privi di significato. In Svizzera ed in altri Paesi alpini, lo Jodl s’è evoluto, sino a diventare canto e compare, si solito, come ritornello, nel mezzo o alla fine di canti popolari. Ma, c’è anche uno “Jodl” polifonico, generalmente accompagnato da organetto, lo “Schwyzerörgeli”, o organetto svizzero. Il quale è il genere musicale preferito dai cori e solisti… Attraverso una moneta svizzera, quindi, abbiamo potuto sverlarci un segreto, quello dello “Jodl”, da lungo tempo, sinora mai rivelatoci da alcuno. Le monete hanno sempre parlato… E parlano…
Pierantonio Braggio

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