L’asparago in ogni dettaglio.

di admin
Origini, storia, coltivazione, proprietà, creazione d’occupazione e commercializzazione, i temi d’un affollato convegno, organizzato dall’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona.

Sede migliore, per trattare l’importante tema dell’asparago, soprattutto veronese, non poteva essere che l’Accademia di Agricoltura, Scienze Lettere di Verona. Accademia che, nella persona del suo segretario, il prof. Vasco Senatore Gondola, ha organizzato l’incontro, per offrire al pubblico un complesso di dati, tutti positivi, su un prodotto agricolo di nicchia che, fra l’altro, crea lavoro, in un periodo – da marzo a maggio – in cui normalmente l’agricoltura tace. Dati, fra l’altro, utili al consumatore, il quale deve pure sapere di che cosa si nutre e, al tempo, che il vegetale “asparago”, come molti altri, è il frutto dell’impegno costante del sapiente lavoro dell’agricoltore, senza del quale, non si potrebbe parlare di frutta, di verdura e di carni. Il prof. Andrea Sbarbati, dell’Università di Verona, ha illustrato le qualità dell’asparago, che, dotato, fra l’altro, di bassa densità calorica, di basso indice glicemico ed insulinico, contiene in abbondanza, acido folico, glutatione, rutina, asparagina, antiossidanti, fibre e minerali diversi, rendendosi, quindi, molto adatto nell’alimentazione. Emidio Bedendo, presidente del Consorzio di Tutela dell’Asparago della provincia di Verona, con sede ad Isola Rizza, ha sottolineato come, di massima, si producano a Verona, a cura di cinquanta produttori, 2000 tonnellate di asparagi d’alta qualità, i famosi germogli o turioni bianchi, commercializzati, con tanto di marchio riconosciuto e coltivati secondo determinate, rigide regole. Bedendo ha pure spiegato come sia dal 1800, che nel veronese l’asparago è oggetto d’attenzione, essendo stato coltivato, dapprima sulle colline di Monteforte d’Alpone e di Montecchia di Crosara, per essere, solo più tardi, curato in pianura, in terre adatte e, in particolare, ad Arcole, Cavaion, Ronco, Oppeano, Albaredo, Salizzole, Concamarise, Gazzo, Cerea, Roverchiara, Nogarole Rocca, Rivoli veronese, Veronella ed Isola Rizza. Il Presidente del Consorzio ha pure proposto all’interessatissima platea un insieme di consigli sull’acquisto e sul modo di conservare, se necessario, cucinare e consumare gli asparagi. Una dettagliatissima relazione sull’asparago in generale, dalla storia della provenienza della pianta, a quella della riproduzione e della coltivazione della stessa in territorio italiano, europeo e mondiale, per giungere ai numerosi particolari botanici e a quelli tecnici di coltivazione, è stata tenuta, con il supporto di ottime slides, è stata tenuta dal presidente dell’Associazione dei Dottori in Agraria e Forestali della Provincia di Verona, Renzo Caobelli.
Erano presenti al convegno anche i sindaci delle due cittadine, pure produttrici di asparagi, Cavaion e Rivoli veronese, rispettivamente, Sabina Tramonte e Armando Luchesa, nonché il presidente dei Ristoratori veronesi, Leopoldo Ramponi. L’occasione del convegno – che, come accennato, ha anche posto in luce l’essenziale impegno dell’agricoltore, in campagna, madre di vita – è stata saggiamente colta dalla signora sindaco di Cavaion, per presentare un ulteriore prodotto di nicchia, il pregiato olio extravergine d’oliva “Garda DOP Orientale”, derivante dalla molitura delle drupe d’un complesso di ulivi, di proprietà del Comune di Cavaion Veronese. Il quale, in tal modo – eccezionale, lodevole iniziativa, da parte d’una Istituzione pubblica! – mentre, da un lato, ottimizza una sua proprietà, dall’altro provvede un originale olio d’oliva, più che adatto a condire gli asparagi veronesi, in tavola. Un convegno, dunque, quello del 9 maggio 2017, del tutto degno dell’Accademia di Agricoltura veronese, chiusosi altamente in gloria, con uno straordinario ‘risotto agli asparagi’, offerto dal Consorzio del presidente Bedendo, e attentamente preparato dal cuoco, in elegante giacca e berretto bianchi ed internazionalmente noto, Raffaello Cordioli, Vigasio, Verona.
Pierantonio Braggio

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