Omaggio delle Poste Vaticane all’Ordo Praedicatorum, Ordine dei Frati predicatori, più noti come “Domenicani”.

di admin
Un francobollo da 0,95€ ricorda come, ottocento anni orsono, lo spagnolo Domenico di Guzmán (1170-1221), oggi all’onore degli altari, abbia fondato il suo Ordine, nel 1216.

Una figura particolare, importantissima già in passato, quella di San Domenico, se la stessa ha attratto addirittura l’attenzione di Dante Alighieri (1265-1321), che ne parlò di lui, nel canto XI del Paradiso, come fondatore, appunto, dell’Ordine dei Frati predicatori, o Ordo Praedicatorum. Un Domenico, che, per San Tommaso d’Aquino, per spirito, intenzioni e bontà , era pari a San Francesco d’Assisi. Le Poste Vaticane hanno voluto ricordare, quindi, San Domenico e la sua azione fondatrice, avvenuta ottocento anni fa, emettendo un francobollo commemorativo. Di seguito, il comunicato ufficialedell’emissione. Nel 1216, il giovane Domenico di Guzmán, originario di un villaggio montano della vecchia Castiglia, in Spagna, con l’approvazione di Papa Onorio III, fondava l’ordine dei Frati
  Predicatori, convinto che la Chiesa dovesse riscoprire l’autenticità del messaggio evangelico, attraverso la preghiera, lo studio e l’ascolto della parola di Dio. Partendo dalle fondamenta della regola agostiniana l’ordine di San Domenico trovò nell’equilibrio tra contemplazione e azione la propria specificità riproponendo il modello di vita degli apostoli, attraverso la preghiera, la comunione fraterna e la predicazione itinerante. S. Tommaso d’Aquino, uno dei suoi rappresentanti più fulgidi, ne riassunse l’essenza nella formula «contemplata aliis tradere», ovvero, trasmettere agli altri le cose contemplate. Fu a Bologna, che sorsero i primi due Conventi domenicani e, proprio in uno di questi, Domenico volle rifugiarsi prima di spegnersi, il 6 agosto 1221, estenuato dalle continue penitenze e dall’incessante missione apostolica, circondato dal calore dei suoi frati. Gregorio IX lo canonizzò il 3 luglio 1234. Il francobollo, realizzato da Marco Ventura, rappresenta il profilo a mezzo busto di un frate domenicano, con il tipico abito bianco e nero, dove il bianco sta a significare purezza e castità, mentre il nero alluda a rinuncia e penitenza. Arricchiscono il disegno due simboli, da sempre associati a san Domenico: la stella a otto punte, indice di illuminazione e sapienza, ma anche di predestinazione, apparsa alla nutrice, sulla testa del neonato Domenico, al momento del Battesimo, e il cane con la fiaccola, simboleggianti rispettivamente la fedeltà dei Domenicani – «Domini canes» – cani del Signore – alla parola del Signore e la diffusione della Parola di Dio. Da ricordare che l’Ordine domenicano ci ha dato anche il Santo veronese, Pietro Martire (1205-1252), cui è stata dedicata dai Domenicani, nel 1436, a Verona, la Basilica di Santa Anastasia. Le spoglie di San Pietro Martire riposano nella Basilica di Sant’Eustorgio, Milano.
Pierantonio Braggio

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