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Agricoltura è anche “Elicicoltura”.

di admin
Non solo alleviamo chiocciole – e ne importiamo – ma, è attivo da decenni, l’Istituto Internazionale di Elicicoltura, Cherasco, Cuneo.

Forse, è meglio iniziare dalla voce elicicoltura, nella quale, il termine “elici” deriva dal latino “helix”, che significa, spirale e, quindi, chiocciola. Questo per disporre, in seguito, di un punto di partenza base, per quanto andiamo dicendo. Ben conosciamo le chiocciole sin da ragazzini – particolarmente l’Helix pomatia e sottospecie locali visto che anche il piccolo mollusco, in mancanza d’altro, era motivo di gioco e perché, poi, in passato, eravamo assidui frequentatori della “Fiera dei Bógóni”, che si tiene, ogni anno, nella prima domenica di dicembre, a Sant’Andrea di Badia Calavena, Verona. Ci ha spinto ad occuparci, oggi, del gasteropode la lettura dell’interessante giornale Elicicoltura 2/2016, edito dall’Istituto Internazionale di Elicicoltura, Cherasco, Cuneo, ambedue creati e diretti dalla passione di Giovanni Avagnina. L’uno e l’altro hanno lo scopo di promuovere, appunto, l’allevamento delle chiocciole in Italia ed all’estero, eseguendo ricerche e studi e fornendo dettagli e suggerimenti, per l’ottenimento di risultati ottimali, in fatto d’allevamento del mollusco, visto che in Italia l’utilizzo della carne di chiocciola a tavola è molto diffuso e va sempre più diffondendosi, mentre la produzione nostrana di tale carne non è sufficiente. Non solo. L’allevamento e lavorazione delle chiocciole, nelle diverse specie, è motivo di occupazione, di creazione di valore aggiunto e, quindi, di ricchezza, anche attraverso attività nella ristorazione, nonché in eventi diversi, con sagre, fiere e convegni, pure a livello internazionale. Allevamento, dicevamo, nostrano, che assume grande importanza sotto altro aspetto, tenuto conto del fatto che, da anni, siamo forti importatori di carne di chiocciola… La quale, solo decenni orsono, costituiva alimento parzialmente sostitutivo di quanto non dava la campagna, mentre oggi è cibo ricercato e prelibato, anche perché preparato in base a rinomate ricette d’un tempo. Non solo, dalla chiocciola si ricava pure la famosa bava… Oggi, la situazione dell’allevamento del mollusco in tema ha momenti di esagerazione, perché si ritiene che l’animaletto, allevato sia pure con tutte le apparecchiature adatte, anche in piccolo, sia fonte di chissà quali utili, talché lo stesso direttore dell’Istituto Internazionale di Elicicoltura, Avagnina, si è sentito in dovere di invitare saggiamente alla ponderazione ed alla calma, prima di imbarcarsi, con relativa spesa, in un’attività, che all’apparenza semplice, richiede di lavorare sodo, di mano e di braccia, sudando la fatica dell’impegno agricolo e disponendo di preparazione, soprattutto, alla lentezza estrema di crescita della ciocciola. Occorre consapevolezza dei problemi gestionali dell’allevamento, non serve seguire gli infiniti forum telematici sull’argomento, ma bisogna lavorare sodo ed aspettare l’evoluzione del molluscoTali giuste raccomandazioni, derivanti da provata esperienza, hanno anche lo scopo di creare serietà, in un mercato italiano – quello della chiocciola Helix e della sua carne – che è in ulteriore crescita… In merito, scrive, fra l’altro, Elicicoltura 2/2016, ed è quanto ha atratto la nostra attenzione: Tra vivo, conservato e congelato, il nostro Paese ha superato, nel 2016, la quota di 44.000 tionnellate in totale, quantità mai registrata fino ad ora, a conferma d’una continua, progressiva crescita di consumi e d’interesse per il prodotto, sugli anni precedenti. Totale stimato del giro d’affari: 380.000.000 di euro… Le importazioni del 2015 (compresi la carne congelata ed i gusci sterlizziati) hanno registrato il dato di quasi 25.000 tonnellate (il 54% del totale) per un controvalore di 165.000.000 di euro. L’Helix aspersa e l’Eobania vermivculata sono le specie più commercializzate… Prezzi: sostanzialmente stabili… Chiaro è, quindi, che un tale movimento economico goda di attenzione e di alto interesse in agricoltura e che trovi coronamento, limitandoci solo alle due maggiori manifestazioni del settore, nel 45° Incontro Internazionale di Elicicoltura e nell’ 11° Festival della Lumaca in cucina, che si terranno contemporanemente nei giorni 23 – 24 – 25 e 26 settembre a Cherasco, Cuneo, dove la parte tecnica ottimamente si sposerà con piatti particolari, alla carne di chiocciola. La quale, dal punto di vista nutritivo è alimento di straordinaria qualità, facilmente digeribile, povera di grassi (1,2 su 100 grammi), buona in proteine (13 su 100 grammi), eccellente in sali minerali (1,9) e bssa in calorie (95-100).
Assaggiamo, mangiamo, dunque, chiocciole, possibilmente nostrane…
Pierantonio Braggio

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