Finalmente, la tanto attesa ciclabile Ostiglia-Treviso.

di admin
La nuova pista correrà lungo il sedime della linea ferroviaria Treviso-Ostiglia, da tempo dismessa.

C’è tanto bisogno di percorsi all’aria pura, in bicicletta, nel mezzo della campagna e accompagnati da ormai antiche strutture, nel caso in parola, ferroviarie, che, con la loro presenza, conferiscono un aspetto particolarmente romantico al già prezioso ambiente, che le circonda. Finalmente, Treviso ed Ostiglia si ricongiungeranno, non con il treno, ma a pedalate, che sono fonte di salute e motivo di acquisizione di cultura, perché la bicicletta permette soste, sia di riposo che di visita a paesi ed a località interessanti, sia dal punto di vista storico, artistico e, perché no, pure enogastronomico. Il comunicato N° 1021/26.7.2016 del presidente regionale Luca Zaia, comunicato, che riportiamo di seguito nella sua interezza, apre una grande porta su un ampio territorio veneto, che, in tal modo, troverà la dovuta sua valorizzazione, dopo anni d’abbandono, offrendo al ciclista-turista di ammirare bellezze sconosciute e di immergersi, quindi, nella migliore natura. E’ stato siglato oggi, tra Regione del Veneto, Rete Ferroviaria Italiana Spa e Ferrovie dello Stato Italiane Spa, il contratto di comodato, grazie al quale potrà essere realizzata la lunghissima pista ciclabile (circa 120 chilometri) che collegherà Treviso a Ostiglia, in provincia di Mantova, attraversando anche i territori di Padova, Vicenza e Verona. Ne dà notizia il presidente della Regione Luca Zaia, sottolineando che, “con la firma di questo atto viene data un’accelerazione decisiva ad uno dei più grandi progetti di valorizzazione e recupero green mai realizzati”. La nuova pista ciclabile correrà lungo il sedime della linea ferroviaria Treviso-Ostiglia, da tempo dismessa, e avrà caratteristiche di salvaguardia e ricomposizione dell’immagine paesaggistica-ambientale complessiva del percorso, dei manufatti di pertinenza (oltre 50 tra caselli e stazioni) e del contesto generale, “ che consideriamo – dice Zaia con soddisfazione – una parte significativa anche dell’identità culturale veneta. Siamo di fronte all’elemento portante del Progetto Strategico Regionale Green Tour Verde, esempio della volontà di questa Regione di coniugare operazioni di recupero ambientale e di rilancio del territorio, con una filosofia sempre più green, con nuove occasioni da offrire a cittadini e turisti per godere in maniera sana e nuova delle bellezze naturalistiche, architettoniche e storiche del Veneto”. Il tutto si configura come un progetto urbanistico-paesistico di un “parco lineare” per l’intero percorso, con estensioni paesistiche trasversali e interconnessioni, nei punti di specificità, considerando in particolare quali elementi di rilievo: i grandi fiumi, Po, Adige e Brenta; i luoghi paesistici di rilievo adiacenti; gli argini del fiume Brenta; la pista ciclabile Valsugana-Brenta, e il Parco regionale del fiume Sile. Il recupero degli edifici di pertinenza dell’ex ferrovia potrà prevedere in particolare l’utilizzo di tecnologie non inquinanti e fonti energetiche alternative, promuovendo inoltre la intermodalità, mediante la connessione del percorso ciclopedonale con i sistemi di trasporto pubblico esistenti o di progetto. Il contratto sottoscritto oggi ha una validità di tre anni ed è rinnovabile per altri tre. In questo lasso di tempo, la Regione si impegna ad acquistare a titolo oneroso gli immobili oggetto del comodato siglato oggi, secondo le stime previste dal Protocollo d’Intesa siglato da Regione e Rfi il 19 novembre 2015. Crediamo che quanto sopra meriti massima attenzione, perché porta a soluzione un problema molto sentito e che avrà anche positivi risvolti economici sui territori toccati, garantendo ai cittadini, anche lombardi, la possibilità di scoprire, una volta tanto, qualcosa di quasi nuovo e di unico, perché, con la bicicletta, la possibilità di toccare con mano natura e territorio è facilitata, ben al di là di quanto possa offrire qualsiasi altro mezzo di locomozione. Fra poco, dunque, toccherà al ciclista ed all’appassionato dell’aria libera e del panorama, che il territorio fra Treviso ed Ostiglia offre, andare personalmente a scoprirli e a goderli.
Pierantonio Braggio

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