SESTA RAPPRESENTAZIONE DELL’OPERA LA TRAVIATA PER L’ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL 2016
di adminVenerdì 22 luglio alle 21.00 va in scena la sesta rappresentazione dell’opera La Traviata per regia, scene, costumi e luci di Hugo de Ana e le coreografie di Leda Lojodice.
Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave e musica di Giuseppe Verdi, viene composto in appena quaranta giorni a seguito degli accordi tra il compositore e il Teatro La Fenice di Venezia per produrre un’opera nuova per il carnevale 1853.
Per Hugo de Ana, che posticipa di circa quarant’anni, non è stato facile «mettere mano ad opere pensate per il chiuso, non per spazi dispersivi, problematici per svolgere una vicenda intima»: ecco quindi l’idea delle enormi cornici semoventi, svuotate dagli specchi smontati e posti sul palcoscenico, così da colmare gli ampi spazi areniani. Ma anche per significare simbolicamente il lusso e nel contempo suggerire l’idea della decadenza dei sentimenti e della corruzione dei personaggi. Precisa infatti lo stesso regista: «Non bisogna mai dimenticare che alla fine quest’opera è di forte impatto critico-sociale rispetto alla vita di certe persone che vivono in maniera forse spregiudicata, un po’ superficiale, sopra le righe. Di personaggi che possono passare la barriera del tempo per essere perfino attuali, dei nostri giorni».
Alla guida dell’Orchestra areniana ritroviamo la bacchetta di Fabio Mastrangelo, impegnato a dirigere Ekaterina Bakanova nel ruolo di Violetta Valéry, Cristian Ricci in quello di Alfredo Germont e Dalibor Jenis come Giorgio Germont; si riconfermano Clarissa Leonardi come Flora Bervoix e Teona Dvali come Annina. Gastone di Letorières avrà il nome di Paolo Antognetti, il Barone Douphol di Alessio Verna, il Marchese d’Obigny di Romano Dal Zovo, il Dottor Grenvil di Paolo Battaglia, Giuseppe di Cristiano Olivieri e il duplice personaggio del Domestico/Commissionario di Victor Garcia Sierra.
Per Hugo de Ana, che posticipa di circa quarant’anni, non è stato facile «mettere mano ad opere pensate per il chiuso, non per spazi dispersivi, problematici per svolgere una vicenda intima»: ecco quindi l’idea delle enormi cornici semoventi, svuotate dagli specchi smontati e posti sul palcoscenico, così da colmare gli ampi spazi areniani. Ma anche per significare simbolicamente il lusso e nel contempo suggerire l’idea della decadenza dei sentimenti e della corruzione dei personaggi. Precisa infatti lo stesso regista: «Non bisogna mai dimenticare che alla fine quest’opera è di forte impatto critico-sociale rispetto alla vita di certe persone che vivono in maniera forse spregiudicata, un po’ superficiale, sopra le righe. Di personaggi che possono passare la barriera del tempo per essere perfino attuali, dei nostri giorni».
Alla guida dell’Orchestra areniana ritroviamo la bacchetta di Fabio Mastrangelo, impegnato a dirigere Ekaterina Bakanova nel ruolo di Violetta Valéry, Cristian Ricci in quello di Alfredo Germont e Dalibor Jenis come Giorgio Germont; si riconfermano Clarissa Leonardi come Flora Bervoix e Teona Dvali come Annina. Gastone di Letorières avrà il nome di Paolo Antognetti, il Barone Douphol di Alessio Verna, il Marchese d’Obigny di Romano Dal Zovo, il Dottor Grenvil di Paolo Battaglia, Giuseppe di Cristiano Olivieri e il duplice personaggio del Domestico/Commissionario di Victor Garcia Sierra.
Orchestra, Coro diretto dal M° Vito Lombardi, Corpo di ballo – coordinato dal M° Gaetano Petrosino – e Tecnici dell’Arena di Verona, insieme a numerosi mimi e comparse.
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