COSTRUZIONI: IN ARRIVO IL NUOVO WELFARE CON IL NUOVO CONTRATTO DI LAVORO.
di adminCasse edili, scuole e comitati paritetici per la sicurezza costituiscono un patrimonio importante per il comparto edile. Con le loro attività di gestione delle quote contrattuali previste dal Contratto collettivo nazionale di categoria assicurano ai lavoratori dell’edilizia prestazioni nel campo della previdenza e dell’assistenza della formazione e della sicurezza in cantiere. Un sistema di 250 realtà territoriali coordinate da tre organismi nazionali, la Commissione nazionale delle casse edili (CNCE), il FORMEDIL, l’ente di coordinamento delle scuole edili del sistema bilaterale delle costruzioni, e la Commissione nazionale per la prevenzione infortuni, l’igiene e l’ambiente di lavoro (CNCPT). E’ questo oggi il Sistema Bilaterale delle Costruzioni, che si è riunito per discutere di come riorganizzare la rete e rilanciare un welfare a misura del cambiamento profondo che sta caratterizzando le costruzioni italiane.
Al sistema bilaterale italiano in cui operano circa 1.800 persone, fanno riferimento oltre 110.000 imprese che devono applicare correttamente gli adempimenti contrattuali. Il sistema delle Casse edili eroga circa un miliardo di euro di gratifica natalizia, ferie, APE e prestazioni a oltre 500.000 lavoratori; la rete delle scuole edili gestisce oltre 13.000 corsi di formazione coinvolgendo 160.000 operai e tecnici del settore, di cui molti sulla sicurezza in cantiere è come enti misti o Cpt autonomi provvede annualmente alla realizzazione delle visite tecniche sul rispetto delle norme della sicurezza sul lavoro in oltre 40.000cantieri ogni anno.
Il Presidente della CNCE, l’imprenditore veronese Carlo Trestini, facendo propria l’istanza del presidente nazionale di ANCE, Claudio De Albertis, di semplificare e rendere omogenei quanto prima gli adempimenti nei confronti delle casse edili, ricorda che è fondamentale l’istituzione di un contratto di cantiere finalizzato ad assicurare la regolarità di tutti gli operatori che transitano nei cantieri e la parità concorrenziale tra le imprese. E precisa: “Qualsiasi progetto di riforma del nostro sistema deve tenere insieme l’efficienza del sistema con il mantenimento o, meglio, la crescita della qualità servizi e delle prestazioni che esso deve fornire alle imprese e ai lavoratori iscritti. Qualsiasi progetto di riforma deve quindi garantire che la revisione della macchina organizzativa non vada a scapito dell’efficacia dell’azione degli enti nell’assolvimento delle “missioni” ad esse affidati dalla contrattazione collettiva. E allo stesso tempo ne aumenti la qualità e l’estensione uniforme dell’attività in tutti i territori." Trestini ritiene che è giunto il momento in cui gli enti nazionali non siano più solo enti di “indirizzo, controllo e coordinamento” degli enti territoriali ma anche enti erogatori di servizi nazionali che possono fortemente contribuire all’attività complessiva del sistema bilaterale. "Ci dobbiamo proporre come Sistema Nazionale nei confronti dei nostri referenti, le imprese ed i lavoratori, dotandoci di strumenti in grado di presentarci con chiarezza come un sistema unico. Tra questi l’anagrafica nazionale dei lavoratori iscritti potrebbe consentire di realizzare finalmente il Libretto delle attività e delle capacità lavorative di ciascun operaio da parte delle Casse Edili e degli Enti di formazione professionale e sulla sicurezza. Essere un grande sistema nazionale ci consentirà, attraverso la denuncia unica nazionale, di perseguire un principio fondante del nostro sistema paritetico, quello dell’uniformità dei costi per le imprese e delle tutele per i lavoratori sulla base delle norme contrattuali vigenti nel territorio di attività”.
Ora il comparto si trova nella fase di rinnovo del contratto collettivo nazionale, e l’ ANCE nazionale chiede di sedere al tavolo di confronto con le rappresentanze sindacali, assieme alle altre associazioni di categoria, cioè i rappresentanti delle cooperative e quelli dell’artigianato, per una contrattazione il più possibile unitaria. Il Presidente di CNCE, Trestini auspica che il tutto avverrà in tempi brevi: “E’ giunto il momento di intervenire drasticamente nella contrattazione visto che il mondo delle imprese è cambiato. Esiste oggi una nuova tipologia di impresa e il lavoro è più articolato, diversificato. I sindacati hanno chiesto ad Ance di dare inizio alle trattative, al momento siamo su posizioni un tantino divergenti nel modo di arrivare all’obiettivo tuttavia l’intento è lo stesso e direi che il rinnovo del sistema bilaterale dipende in buona parte dal rinnovo del contratto. Non sarà semplice ma c’è la volontà da entrambe le parti di arrivare un accordo unitario”.
In Evidenza
Cassa Padana porta a Peschiera il focus sulla pianificazione patrimoniale

Federalberghi Garda Veneto: «Olimpiadi sul lago? La tutela venga prima»

Agsm Aim, il Consiglio accelera per il “battesimo” ufficiale in Magis

CER, accumulo e intelligenza energetica: Verona al centro della nuova transizione

Carne equina, Federcarni contro il divieto: «A rischio imprese, lavoro e tradizione»

Coin chiude l’Excelsior di Verona: serrande giù a fine luglio

Mps: via libera alla fusione per incorporazione di Mediobanca e al delisting

Pil Veneto a +0,8% nel 2026: più occupazione, meno export. Bene agroalimentare e macchinari

AI e inflazione, cosa cambia per gli investimenti: il focus del report CFO Solutions





