“Dire facciamo tutto nel 2017 è irrealistico”

di admin
“Abbassare le tasse paga anche in termini elettorali. E’ chiaro che nell’istante in cui concentri gran parte della riduzione fiscale sulle imprese, in un’ottica di rilancio della produttività, quello paga meno che mettersi a fare le dazioni alle singole persone fisiche.

Si è sempre parlato degli 80 euro, che è una misura importante, ma quella più significativa e dirompente del nostro governo è stata la misura che ha tolto 5 miliardi e mezzo di Irap sul costo del lavoro alle imprese. Ma è vero che quella è una misura che paga meno rispetto a dare un po’ di soldi nelle tasche alle persone fisiche, ma quelle sono le misure di cui ha bisogno il paese e rimangono prioritarie”. Così il Vice ministro dell’economia e delle finanze Enrico Zanetti a 24Mattino su Radio 24 commenta le indiscrezioni sulla stampa secondo le quali per il premier non sarebbe più una priorità tagliare le imposte. E ai microfoni di Radio 24 il viceministro Zanetti aggiunge: “Più che una virata è un sano ritorno a quell’agenda molto precisa e molto seria che ci eravamo dati: 2014 IRPEF per lavoratori dipendenti , 2015 IRAP per le imprese, 2016 prima casa degli italiani, 2017 l’IRES, 2018 IRPEF. E’ ovvio che poi se si riesce a fare di più è meglio, ma dire facciamo tutto nel 2017 è onestamente difficile, improbabile e irrealistico, che non vuol dire escluso. Dico la verità è un ritorno a un linguaggio in cui mi ritrovo di più”.
Questo è quanto affermato oggi dal Vice ministro dell’economia e delle finanze Enrico Zanetti a 24Mattino su Radio 24 in merito alle indiscrezioni sulla stampa secondo le quali per il premier non sarebbe più una priorità tagliare le imposte, sul tema degli 80 euro e sulla possibilità di intervenire in aiuto delle banche.
Riguardo agli 80 euro, Zanetti afferma anche che il meccanismo ha prodotto in dichiarazione dei redditi per 1,6 di italiani la possibilità di fruire ciò che non era stato dato in busta paga mese per mese. “Per 1,4 milioni di italiani è successo il meccanismo inverso: avevano ricevuto qualcosa che poi a conti fatti li vedeva collocarsi fuori dall’intervallo tra gli 8mila e 26mila euro, quindi devono restituirli”. Così il Vice ministro dell’economia e delle finanze Enrico Zanetti a 24Mattino su Radio 24 a proposito della restituzione degli 80 euro da parte di una serie di contribuenti. “Di questi 1,4 milioni ce ne sono 250mila che devono restituirli perché andati sotto la soglia: situazione sicuramente più complessa, però il meccanismo normativo era portare zero l’Irpef sul costo del lavoro – prosegue Zanetti ai microfoni di Radio 24 – Per la legge li devono restituire, perché non succeda dovremmo fare un intervento normativo, ma io non vedo perché dovremmo farlo: abbiamo deciso di fare con gli 80 euro non una misura sociale, ma economica, ovvero azzerare il cuneo fiscale sui redditi medio bassi, ma dove sta a zero è zero. E’ una legge fatta con i piedi? Ho spiegato qual è in nostro punto vista, se mi si vuole dire che si poteva scrivere in modo diverso questa misura, che toglie ai lavoratori 960 euro di Irpef ai lavoratori, dico di sì”.
E alla domanda riguardante la possibilità le norme europee e salvare le banche? “Violare ovviamente no, ma in caso di crisi sistemiche ci possono essere delle deroghe, che devono essere concordate nel quadro europeo e non costituirebbero una violazione. Ora, prima di pensare di essere in questo contesto ce ne passa, è ovvio che essendo una situazione con difficili esiti previsionali sia sulla durata delle tensioni sia sulla quantità, visto che è una situazione senza precedenti, si sta monitorando la situazione con grande attenzione, e si è pronti ad eventuali contromisure” Così il Vice ministro dell’economia e delle finanze Enrico Zanetti a 24Mattino su Radio 24 a proposito della possibilità di intervenire in aiuto delle banche.

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