L’Associazione dei Dottori in Agraria e Forestali della Provincia di Verona, in visita all’Università veronese.

di admin
Al centro dell’attenzione, il Dipartimento di Biotecnologie, seguito dal prof. Massimo Delle Donne.

Un’associazione può vivere comunque, ma, se trova supporto in incontri ed in visite pratico-illustrative, diremo, anche didattiche, che permettano aggiornamenti a chi in materia di agronomia o, nel caso, di biotecnologia, è fermo, per forza di cose o per età, a decenni orsono, è occasione straordinaria da non perdere e da tenere in alta considerazione. In tale quadro, il 10 giugno 2016, i Dottori in Agraria e Forestali della Provincia di Verona, sono stati in visita al Dipartimento di Biotecnologie dell’Università Veronese, per un aggiornamento su metodi di ricerca e di laboratorio, in fatto soprattutto di miglioramento genetico di piante erbacee, arbustive ed arboree. L’uscita ha permesso d’acquisire un insieme di conoscenze, di grande attualità, atte ad avere una visione completa, di quanto il citato Dipartimento di Biotecnologie sta facendo, impiegando anche congegni tecnologici d’altissimo livello ed aggiornatissimi, per contribuire efficacemente ad una sempre più positiva evoluzione del mondo vegetale, curato dalla nostra agricoltura, dal punto di vista della qualità del prodotto e, ovviamente, della redditività. Ha illustrato in ogni dettaglio il lavoro del Dipartimento il prof. Massimo Delle Donne, ordinario di genetica, che ha trasmesso ai visitatori dati e particolarità altrimenti non noti, non trascurando esatte descrizioni dei congegni più sofisticati, impiegati nella ricerca nel Dipartimento stesso. Durante la visita si sono rilevati, con soddisfazione, la massima passione ed il grande impegno di dirigenti e di collaboratori, profusi nell’attività del comparto visitato. L’uscita è stata organizzata, in ogni dettaglio, dall’attivo dott. Antonino Panepinto, info: 3496358307, in collaborazione con il presidente dell’Associazione, dott. Paolo Ugo Braggio, che ha sottolineato come l’incontro descritto, cui bene sarebbe se ne seguissero altri, non solo sia stato motivo d’animazione dell’Associazione, ma anche di miglioramento di conoscenze e, quindi, di maggiore cultura, cui, nel caso, agronomi e forestali, devono sempre mirare.
La cultura, infatti, non ha limiti, non è mai completa, e richiede costante attenzione ed interessamento, anche a seguito del sempre più veloce e globale progresso, in ogni settore della scienza e del sapere.


Pierantonio Braggio

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