VALDEGAMBERI A CONVEGNO: “CRISI UCRAINA UN PRETESTO PER ISOLARE IL MERCATO RUSSO DALLA NOSTRA ECONOMIA. OLTRE 1 MILIARDO DI EURO DI DANNI AL VENETO DALL’INZIO DELL’EMBARGO”.

di admin
Affollato convegno sugli effetti delle sanzioni alla Russia sull'economia veneta, organizzato a Porta Palio, Verona, dalle associazioni "L'Officina" e “Futuro Popolare” che ha visto come relatore Stefano Valdegamberi e le testimonianze di due imprenditori veronesi che hanno subito le conseguenze della crisi. L’evento è stato introdotto dai presidenti delle associazioni Paolo Danieli e Gilberto Pozzani…

Strefano Valdegamberi, e’ stato il primo firmatario di una risoluzione, approvata con larga maggioranza in consiglio regionale veneto, che invita il governo italiano a non rinnovare le sanzioni contro la Russia e a riconoscere, sulla base del principio di autodeterminazione manifestato con un voto del parlamento di Crimea e dal risultato plebiscitario di un successivo referendum , l’indipendenza della Crimea dall’Ucraina. Alla base dell’embargo russo contro i prodotti agroalimentari italiani e il blocco degli acquisti pubblici russi sui beni artigianali e industriali ci sono le pesanti sanzioni finanziarie, sul mercato dell’energia, e sulla movimentazione dei capitali, imposte dagli USA e dall’Unione Europea alla Federazione Russa. Le conseguenze dell’embargo per la nostra economia sono disastrose: il solo Veneto ha perso dall’inizio dell’embargo più di un miliardo di euro tra mancate esportazioni e crollo dei prezzi dei prodotti agricoli. I prodotti lattiero-caseari e la carne – ad esempio- che dai mercati UE venivano venduti alla Russia ora si riversano sul mercato interno, abbattendo i prezzi e mettendo fuori mercato le produzioni soprattutto nelle aree marginali come la montagna, dove i costi di produzione sono maggiori.
Valdegamberi ha, inoltre, evidenziato nel suo intervento che il problema nasce da lontano. Vi è in atto un tentativo da parte degli USA di isolare la Russia dall’Europa, estendendo progressivamente l’adesione dei Paesi dell’est alla Nato, e ricreando nuovi muri geopolitici e commerciali per evitare la nascita dell’Eurasia, alimentando ovunque timori russofobi. Infatti, dopo la caduta del muro di Berlino, gli Stati Uniti hanno visto per nulla con favore un asse commerciale tra Europa e Russia, a cui si aggiunge la Cina, che avrebbe portato a rendere sempre più marginali il ruolo degli Usa nello scacchiere geo-politico mondiale. Non a caso è stata l’intelligence americana a supportare i conflitti anti russi in Ucraina, spingendola persino ad aderire alla Nato: iniziative del tutto sprezzanti del fatto che in Crimea (territorio a maggioranza russa dove si parla russo) ha la sede della flotta navale russa ed è una regione strategicamente irrinunciabile da parte di questo Paese.
Valdegamberi ha ricordato del suo viaggio in Crimea, in occasione del II International Economic Forum di Yalta, dove ha personalmente potuto constatare la volontà della gente di Crimea di far parte della Federazione Russa, rimanendo sorpresa perché l’UE, Italia compresa, vuole negare loro un diritto che in altre situazioni, ad esempio il Kosovo, non hanno esitato a riconoscere.
La questione ucraina, pertanto, rischia di essere solo un pretesto, del tutto privo di motivazioni, messo in campo ad arte per separare nuovamente la Russia dall’Europa. Infatti, la totale assenza di una politica estera europea fa sì che sia la Nato a scrivere politica estera dell’Europa. A coronare il progetto di separazione c’è il tentativo di creare una area commerciale di libero scambio tra USA ed Europa, mettendo all’angolo la Russia: il TTIP di cui si parla in questi giorni.
Intanto a farne le spese e’ la nostra economia che stava riprendendosi grazie ai nuovi sbocchi commerciali ad est. Crescita subito stroncata dalle nuove barriere commerciali volute dall’Europa. I governi nazionali supinamente stanno accettando tutto questo, incapaci di una pur minima autonomia sul campo internazionale. Le categorie economiche invece di fare sentire la loro voce a tutela degli imprenditori che rappresentano sono più interessate alla loro autoconservazione, incapaci di porre seriamente la questione hanno scelto la via dell’adulazione del premier Renzi. Anche Lombardia e Liguria porteranno alla discussione della risoluzione voluta da Valdegamberi ed altri in Europa si stanno accorgendo degli effetti negativi chiedendo di non rinnovare le sanzioni. E’ il caso del senato francese. Se Renzi e i suoi colleghi non sapranno dire di no alle pressioni americane i danni saranno destinati ad aumentare irrimediabilmente e ricompariranno nuovi muri ad est di cui vorremmo volentieri farne a meno.

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