Veneto l’unica regione a prendere posizione contro le sanzioni alla Russia

di admin
E’ stato il Veneto l’unica regione a prendere posizione contro le sanzioni alla Russia. Forse perché è la più danneggiata. O forse perché è la regione che più riesce a elaborare posizioni politiche autonome. Pur non avendo l’autonomia. Quell’autonomia che rivendica e chiede da trent’anni. Solo il Veneto in Italia si è dissociato dalla politica…
Con una mozione del consigliere veronese Stefano Valdegamberi (centrodestra), approvata a larga maggioranza, il Consiglio Regionale Veneto ha invitato il governo italiano “a condannare la politica internazionale dell’Unione europea nei confronti della Crimea, fortemente discriminante ed ingiusta sotto il profilo dei principi del Diritto Internazionale, chiedendo di riconoscere la volontà espressa dal Parlamento di Crimea e dal popolo mediante un referendum”.
Inoltre ha chiesto “l’immediato ritiro delle inutili sanzioni alla Russia che stanno comportando gravi conseguenze all’economia del Veneto, i cui effetti sono destinati ad essere irreversibili e duraturi nel tempo”.
Si tratta di una presa di posizione più pesante di quel che sembra. Essa tocca tre livelli:
livello istituzionale: la risoluzione va dritta contro la riforma costituzionale di Renzi che vuol distruggere qualsiasi tipo di autonomia regionale. Il Veneto con la sua presa di posizione rivendica il diritto di operare scelte di politica estera, affermando così il principio dell’autonomia contro quello del centralismo perseguito da Renzi.
livello dei principi: riconoscendo la scelta dei cittadini della Crimea di stare con la Russia il Veneto prende posizione per il principio dell’autodeterminazione dei popoli. Principio che, se vale per la Crimea, deve valere anche per il Veneto.
livello economico: la presa di posizione contro le sanzioni alla Russia dissocia la posizione del Veneto da quella del governo italiano e dell’Unione Europea e afferma il rifiuto di sopportare danni economici per conto terzi per motivi estranei agli interessi del Veneto.
Il blocco, da parte della Russia, delle importazioni di frutta e verdura o di mobili, come risposta all’embargo cui è stata fatta oggetto dall’Europa, ha prodotto danni enormi all’agricoltura ed all’artigianato veneto in termini di fatturato e posti di lavoro. Nella sostanza gli imprenditori ed i lavoratori veneti, già provati dalla crisi, stanno pagando di tasca loro delle decisioni prese da altri ed altrove per questioni loro completamente estranee ed hanno toccato con mano come la subalternità dell’Italia agli interessi altrui sia il problema principale, la causa prima della crisi.
Le normative europee che ci costringono sempre ad inutili, nuovi, costosi adempimenti; le politiche monetarie decise dalle centrali dell’alta finanza; le scelte sbagliate in Africa e con mondo arabo; l’immigrazione incontrollata, come le sanzioni alla Russia sono altrettanti esempi dell’inadeguatezza dei nostri governanti a tutelare i nostri interessi.
E allora ben venga la risoluzione del Consiglio Regionale Veneto: visto che non ci tutelate voi, ci tuteliamo da soli.

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