Referendum costituzionale. Occorre conoscerne esattamente quesiti e contenuti…

di admin
È vero che di qui ad ottobre, vi sono alcuni mesi, prima dell’attuazione del referendum costituzionale sulla riforma Boschi-Renzi, ma, è altrettanto vero che per un risultato il più possibile corrispondente alla volontà dei votanti, occorrerebbe maggiore chiarezza sui quesiti dal referendum posti.

Quesiti che non sono pochi e, al tempo, non semplici, anche se, in effetti, basterebbe tenere presente, che gli stessi, nel loro complesso, al di là di ogni diversa visione politica, che rispettiamo, hanno come scopo, la semplificazione di procedure e la riduzione della spesa pubblica, delle quale il nostro Paese ha massimo bisogno per ammodernarsi. Due fattori, questi ultimi, di grande importanza, qualsiasi sia il partito o i partiti, che li propongono. Ma, sarebbe troppo semplicistico accontentarsi di questa considerazione, né sarebbe democratico, nello stretto senso della parola. Non è nemmeno possibile pretendere che il cittadino, chiamato al voto, conosca ogni dettaglio di quanto viene proposto, troppo complicati essendone i contenuti. Per facilitare il tutto, ogni mezzo di comunicazione dovrebbe impegnarsi a creare massima chiarezza sui quesiti posti al voto, avendo cura di snocciolare i particolari, con linguaggio semplice e alla portata di mano, e con una certa, dovuta lentezza nel proporre sullo schermo – lentezza, che, ormai, purtroppo, non esiste più – le spiegazioni dei dettagli, tenendo presente che chi trasmette, lo fa per diffondere notizie e, nel caso in parola, per fare sì che il voto corrisponda, alla fine, effettivamente al vero pensiero, positivo o negativo, del cittadino-votante. Il quale, se è vero che deve informarsi, è altrettanto vero che in base alle notizie, sino ad oggi allo stesso pervenute, ben difficilmente saprà distinguere, sempre per mancanza di chiarezza, fra le molteplici visioni partitiche sulla Riforma, importante, che sarà sottoposta a voto. Questo, anche perché non sono facili da comprendere le “molteplici visioni politiche” citate, che, se dovessero essere riepilogate e sottoposte in blocco all’attenzione del possibile votante, creerebbero, nello stesso, più confusione che comprensibilità. Non potendo soffermarci, in questa sede, sui dettagli di quanto verrà sottoposto a referendum, segnaliamo, per chi intendesse approfondire il tutto, i punti salienti della Riforma costituzionale, che dovrà essere approvata o meno, appunto, dal referendum d’ottobre: – Senato delle Regioni (soli 100 senatori, anziché 315); – Innovazioni circa l’elezione del Presidente della Repubblica; – Soppressione del CNEL, Consiglio Nazionale per l’Economia ed il Lavoro; – Titolo V della Costituzione: passaggio di competenze dalla Regioni allo Stato, come, ad esempio, fra l’altro, in fatto di controllo delle entrate e delle uscite regionali, nonché – Riduzione del numero delle firme necessarie per il Referendum abrogativo. Sappiamo che il sopra riportato breve elenco di contenuti/riforme non è certo esauriente. Esso vuole essere solo punto di partenza, per esaminare e conoscere meglio, prima di adire all’urna referendaria, come accennato, quanto la riforma Boschi-Renzi prevede.
Pierantonio Braggio

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