A Verona i rumeni avranno finalmente il loro tempio. Inaugurata la cripta, quale parte integrante della Parrocchia Ortodossa Romena di Verona, dedicata a “Sant’Elia Tisbita”.

di admin
Grande festa a Verona, il pomeriggio di domenica 17 aprile 2016, in via Palladio, dove, sul lato sinistro, in direzione Stadio, è stata inaugurata la cripta della chiesa dei rumeni ortodossi veronesi, denominata “Parrocchia Ortodossa Romena “Sant’Elia Tisbita”. Siamo al primo stadio: ora, la cripta, dominata dal caratteristico altare a tre porte – simbolo della…

. Accanto alla chiesa, un grande centro culturale sarà al servizio di rumeni e di veronesi, con biblioteca e sala di lettura, mentre altri ambienti saranno destinati ad ospitalità per bisognosi e a punto di urgente attenzione medica. Vi troveranno locali d’incontro anche le badanti attive nel Veronese. Proprio così, per volontà di padre Gabriel Gabor Codrea, che, da decenni attivo a Verona, al servizio dei suoi concittadini, non solo si è meritato la stima degli stessi, ma anche quella dei veronesi. Sua è l’idea del nuovo tempio, oggi, in via di completamento, abbellito dal verde della zona. La quale, dalla presenza del nuovo centro religioso trarrà motivo di uscita da grave degrado e, quindi, di rinascita. Non possiamo apprezzare il tutto, tuttavia, se non sappiamo che la Parrocchia Ortodossa veronese è parte della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, guidata da S.E. rev.ma, mons. Siluan, vescovo della stessa e avente sede a Roma. Mons. Siluan era rappresentato a Verona, in occasione dell’inaugurazione in parola, dal suo vicario, l’archimandrita Atanasie, che ha celebrato, assieme a trenta padri, provenienti dal Decanato del Triveneto Occidentale (coordinato da padre Codrea) e, quindi, da Vicenza, Padova, Rovigo, Trento e Bolzano una liturgia o messa (pomeridiana), nella cripta in via d’inaugurazione. Liturgia molto seguita, con massima, commovente devozione, da un foltissimo gruppo di fedeli rumeni, che assieme a molti italiani – in base ad un testo, accortamente predisposto in italiano ed in romeno, in stampa e carta eccezionali – hanno cantato, sempre tenendo nella mano una candela accesa, L’Ufficio della Piccola Santificazione, Salmi, il Te Deum di ringraziamento per l’ottenimento della nuova chiesa, Santissima Madre di Dio salvaci, Preghiamo il Signore, la Grande Litania, la Grande Dossologia ed il Polichronio. Erano presenti all’inaugurazione il sindaco di Verona, Flavio Tosi – lieto di avere potuto  essere d’aiuto alla realizzazione dell’edificio e delle ottime relazioni con la Comunità romena a Verona, e il console generale di Romania a Trieste, Cosmin Dumitrescu – soddisfatto di notare come la nuova chiesa abbia avuto il supporto del Governo rumeno e che la stessa sia frutto di fratellanza e di collaborazione fra veronesi e rumeni, non solo in Italia, ma anche nel più grande quadro dell’Unione Europea. Padre Codrea vede nel nuovo edificio uno straordinario dono divino, destinato ad essere di sostegno religioso, sia alla comunità rumena che veronese – circa 8000 persone – mai trascurando il massimo rispetto delle normative del vivere civile italiano. Padre Codrea ha espresso gratitudine, quindi, al vescovo di Verona ed alle autorità presenti alla cerimonia, per la loro sempre dimostrata disponibilità.
L’area per la chiesa è stata acquistata dal Comune di Verona con il contributo dei fedeli romeni e del Governo di Bucarest, così come è stato e sarà, sino a completamento – fra circa due anni – anche in fatto di costruzione del tempio. Per il quale, importante è stato anche il supporto di molte piccole aziende veronesi, impegnate in un’opera, che nel suo complesso, a lavori finiti – con materiale edile tutto veronese – vedrà impiegati circa 900.000.-€. L’edificio, è frutto dell’attento lavoro dell’ing. Silvano Zanoni, Sant’Ambrogio di Valpolicella, che ha inteso riprodurre a Verona, per rumeni e veronesi, un edificio religioso, il più aderente possibile, nell’aspetto ed alla tradizione dei monasteri rumeno-moldavi, donando, così, alla città scaligera un monumento caratteristico e, al tempo, romantico, anche grazie al verde naturale, che lo circonda. La manifestazione ha dimostrato che la fratellanza, la solidarietà e la cooperazione, non solo sono possibili, ma costituiscono una grande risorsa costruttiva, questa volta, all’interno del tessuto sociale veronese. Grazie all’opera del saggio padre Gabriel Gabor Codrea.
Pierantonio Braggio

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