“Le insegne cavalleresche, autorizzate dalla Repubblica”.
di adminCon il suo lavoro – frutto di lunga e particolareggiata ricerca, 257 pp., ed uscito nel dicembre 2015, presso Vertigo Edizioni – Alessandro Scandola ha attentamente penetrato la difficile materia araldico-cavalleresca, o, meglio, l’affascinante mondo cavalleresco, sia dal punto di vista normativo, che storico, con particolare riguardo a ”Le insegne cavalleresche, autorizzate dalla Repubblica“ italiana. L’opera porta la prefazione dell’on. Alberto Lembo, mentre le immagini delle decorazioni, di cui è abbondantemente dotata, sono state concesse dal dott. Fabio Cassani Pironti e dal dott. Michele D’Andrea, autori di “Vestire gli Onori”. L’opera di Scandola propone un panorama generale delle istituzioni cavalleresche, che la Repubblica Italiana ritiene ad oggi autorizzabili sul proprio territorio, e evidenzia e spiega la suddivisione attuale degli Ordini cavallereschi, in base alle relative caratteristiche, con particolare riguardo agli Ordini, ritenuti di natura “non nazionale”; i rapporti conclusivi delle Commissioni consultive, costituite presso il Ministero degli Affari Esteri e presiedute dal prof. Leanza e prof. Pezzana, nonché i pareri del Consiglio di Stato e le sentenze della magistratura. Lo studio analizza, quindi: la legge 3 marzo 1951, n. 178, quale norma, che istituisce l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e regola l’uso o il divieto di onorificenze estranee al sistema premiale italiano; l’iter autorizzativo per il porto pubblico delle onorificenze; le sanzioni, nelle quattro ipotesi; l’ordine di precedenza delle decorazioni, sia in ambito civile, che militare; l’annoso fenomeno dei falsi Ordini, come organizzazioni che clonano i nomi dei veri sodalizi, farcendoli con aggettivi dal sapore antico e con titoli chilometrici, ma, che nulla hanno di cavalleresco, ed una raccolta dei principali comunicati e interventi della Santa Sede, dal 1933 ad oggi.
Ad ogni Ordine di "area" italiana, è dedicato un apposito capitolo, con storia, tradizioni, immagini delle decorazioni, per grado o classe, e a come tali Ordini s’indossano sull’abito, in relazione anche ai formati: regolare, miniatura, rosetta, nastrino, e così via.
Sono presi in considerazione, quindi, oltre agli Ordini della Real Casa d’Italia, per la loro evidente importanza storica, gli Ordini cavallereschi nazionali, il Sovrano Militare Ordine di Malta, gli Ordini di collazione diretta e subcollazione pontificia, i sodalizi della Serenissima Repubblica di San Marino e, infine, gli Ordini, ritenuti di natura “non nazionale”, cioè degli Stati preunitari d’Italia, di pertinenza, perciò, della Casa Asburgo Lorena Toscana, Borbone Due Sicilie e Borbone Parma.
Non trascurato è l’aspetto autorizzativo e descrittivo delle insegne, rappresentate graficamente nei diversi gradi o classi, il loro corretto uso sulle uniformi e sugli abiti civili, avendo, tuttavia, sempre presente il concetto per cui “tutto andrebbe fatto sempre con misura e sobrietà”.
Siamo, dunque in presenza di un lavoro-studio, dettagliato, meticoloso e aggiornato, in ben quarantasette capitoli, ricco di informazioni e di illustrazioni, che, nel loro variegato complesso, sono storia, mentre ci raccontano di un passato interessante, del quale bene ha fatto Alessandro Scandola a svelarci ogni particolare. Anche perché, quello delle onorificenze è un mondo poco noto, che merita d’essere fatto conoscere, onde, fra l’altro, si sappia che il conferimento di un’onorificenza, vuole essere, oggi, il segno tangibile, da parte dello Stato, del riconoscimento di un certo impegno o d’una determinata azione, ambedue d’alto contenuto, a favore della società.
Pierantonio Braggio
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