Importantissima l’iniziativa della Banca Centrale Europea, in fatto di QE o acquisto di Buoni del Tesoro ed obbligazioni europei.
di adminOsservatori segnalano, però, che l’importo globale degli acquisti da parte della BCE, sarebbe piuttosto contenuto, rispetto all’esigenza del momento. Su quanto si spera d’ottenere dall’operazione – l’intenzione di Draghi è, comunque, di grande apertura ed europeissima – non tutto il mondo economico è d’accordo, mentre c’è certezza sul concetto che la rinascita economica, che si spera d’ottenere con tale iniezione di liquidità, dipende esclusivamente da Atene, Francia, Italia e Spagna, che devono realizzare le necessarie ed incisive riforme, adatte alle necessità delle rispettive economie… Quanto alla liquidità, con riferimento al credito alle imprese, tuttavia, questa non mancherebbe, anche in assenza di QE, ma dipende, ovviamente, dagli istituti concedere tale credito, i quali, tuttavia, sempre per accorta amministrazione, devono pure guardarsi bene dal crearsi sofferenze.
Certo, il QE porterà benefici e, fra questi, quello determinante di conservare il buon tono acquisito dai nostri Bot, che permetterà allo Stato italiano di continuare ad autofinanziarsi, a tassi inimmaginabilmente bassi, garantendo e dimostrando, nel contempo, a chi le chiede, che il governo procede seriamente nella realizzazione delle necessarie, suggerite riforme, riforme, poi, che avrebbero dovuto essere state poste in atto, tempestivamente, da sempre, da parte lasciando ogni interesse politico. Esse vanno fatte non perché le vogliono la Commissione Europea, la Banca Centrale Europea o il Fondo Monetario Internazionale, ma perché lo impone la situazione economica nazionale, europea e mondiale e, per quanto ci riguarda, nell’interesse dell’Italia, se effettivamente ne desideriamo la crescita. Ciò, anche tenendo presente che la Banca Centrale di Francoforte non potrà comprare in eterno i nostri Bot, che, alla fine, vanno comunque rimborsati. Ma QE crea anche, come sta accadendo, l’abbassamento del corso €-US$ – che potrebbe arrivare ad 1-€ = $ – e, al tempo, una maggiore disponibilità di denaro in mano ai cittadini, per maggiori acquisti e, quindi per maggiori consumi, promuovendo, in tal modo, produzione e, quindi occupazione. Ma, attenzione: se, da un lato, un abbassamento del valore dell’euro aiuta le imprese ad esportare – e ciò è fattore essenziale per l’economia – dall’altro, tale riduzione di quotazione rende più costoso l’acquisto delle materie prime, che, com’è noto, si provvedono sul mercato internazionale. In effetti, QE o allentamento quantitativo, costituisce anzitutto creazione di moneta, e, quindi, nel momento attuale, inflazione positiva, la quale, tuttavia, secondo la norma, cui è giustamente legata la Banca Centrale Europea, non dovrà superare il 2% su tutta l’area euro, quale indice di stabilità dei prezzi e di buon andamento economico. Ma, oggi, in Italia, siamo al – 0,2% d’inflazione, ossia, in deflazione…! Per fortuna, un ulteriore aiuto ci viene dal forte ribasso delle quotazioni petrolifere, che, appunto, fanno pur parte del nostro import, e che, ai prezzi attuali, sono di grande aiuto all’economia, perché anche il costo del petrolio, incide sul costo del prodotto finito.
P.B.
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