CULTURA: PRESENTATO OGGI A VERONA ‘IL GATTO ROSSO’, IL NUOVO ROMANZO DI ANTON ANTONOV.

di admin
320 PAGINE TRA STORIA E SPY POLITICA. NEL DIARIO DEL PROTAGONISTA, ZENO ZONATO, IL RUOLO DI VERONA, I PROTAGONISTI E I RESTROSCENA DEI FATTI CHE DAL ’70 FINO ALLA FINE DEGLI ANNI ’90 HANNO VISTO L’ITALIA AL CENTRO DELLA GUERRA FREDDA E DELL’INTRECCIO DI POTERE TRA PCI, KGB, CIA, IOR, SISMI E VATICANO.

“(…) Mi sembra di capire che sempre a Verona ronzino oscuri personaggi legati ai servizi segreti: infiltrati, bombaroli, mafiosi, massoni, prelati, membri dell’Opus Dei e monsignori del Vaticano, professionisti della provocazione e del depistaggio. Un via vai di agenti del Sid, di esponenti di Ordine Nuovo, di Gladio, del Mar (Movimento di Azione Rivoluzionaria), dei Giustizieri d’Italia, dei Guerriglieri di Cristo Re e dell’Ufficio Affari Riservati del Viminale. E dei milanesi del gruppo La Fenice, dei proseliti romani di Avanguardia Nazionale, dei membri del gruppo Sigfried, formato da ex repubblichini, e dei notabili veronesi della Rosa dei venti e dei Nuclei di Difesa dello Stato (costituiti dal generale William Westmoreland con l’Operazione Chaos finalizzata a fermare il comunismo a ogni costo e ovunque) (…)”. A dirlo è Zeno Zonato, il protagonista de “Il gatto rosso”, il nuovo romanzo di Anton Antonov, presentato oggi a Verona in anteprima nazionale (€ 18.00, Edizioni Meridiano Zero, collana i Paralleli).
320 pagine tra storia e spy politica che svelano il ruolo centrale di Verona dalla guerra fredda fino alla fine degli anni ’90, rivelando i protagonisti nazionali e internazionali della politica e della finanza che in quel periodo agirono dietro le quinte e sul palcoscenico del potere dando luogo ad un processo di irreversibile trasformazione del nostro Paese e degli scenari geopolitici dell’Europa dell’Est.
È il 1971 e l’URSS è ormai avviata verso il declino. Alcuni spregiudicati e scaltri politici colsero l’opportunità di utilizzare il crollo del regime sovietico come ascensore per il potere e per i propri tornaconti. Tra questi vi è anche Zeno Zonato, lo scaltro gatto rosso, dirigente del Partito Comunista Italiano di Verona e poi del Partito Democratico della Sinistra, che fa del suo astuto attivismo la credenziale di accesso nelle stanze del potere: “(…) Da quando ci sono io, Verona è una delle città italiane in cui la stampa comunista ha maggiore diffusione. Riesco a vendere agli operai delle fabbriche perfino periodici come Rassegna Sovietica e Unione Sovietica. E poi mi sono inventato dal nulla un’attività di “tour operator”: convinco la gente di qui a farsi le vacanze in URSS o a Cuba, o nella Repubblica Democratica Tedesca. Le provvigioni vanno tutte a rimpinguare le casse del partito (…)”.
Cinico ‘compagno’ non ideologizzato e di umili natali Zeno Zonato riuscirà, tramite un sapiente doppio gioco nei servizi segreti americani e russi e l’ingresso nella nomenclatura del PCI, a giungere ai vertici della Globe Trade, una società facente capo a Vaticano, CIA, PCI e KGB creata per gli scambi commerciali e finanziari.

Figura di spicco negli intrighi e nelle relazioni politico-economiche internazionali, il gatto rosso fornisce, nel suo diario, la propria versione sui fatti di cronaca che hanno dominato quegli anni: le stragi di Piazza Fontana e Piazza della Loggia, la morte di Giangiacomo Feltrinelli, Calvi, Sindona e Moro; il ruolo di Karol Józef Wojtyła nella caduta dell’Unione Sovietica; l’appoggio dello IOR di Paul Casimir Marcinkus a “Solidarność” di Lech Wałęsa; la Perestrojka di Gorbačev e i suoi frequenti viaggi in Italia; le trame di “Corvo Bianco” Eltsin; la svolta della Bolognina; il doppio gioco di Aldrich Ames, ufficiale della CIA, assoldato dal KGB e la scoperta di documenti top secret in una stanza murata nella sede del PCI a Botteghe Oscure, fino all’ascesa degli ultimi dirigenti comunisti e di un procuratore della Repubblica d’assalto, protagonista di Mani pulite.

Anton Antonov ha una formazione letteraria classica e scrive per diletto. Per una pura casualità abbandona la tranquilla routine di professore di provincia e cambia radicalmente vita trasferendosi a Mosca. Da allora si dedica all’attività finanziaria e bancaria in Russia, diventando uno dei testimoni privilegiati del crollo dell’Unione Sovietica e della trasformazione del mondo postsovietico. Ma contemporaneamente coltiva la passione per gli studi letterari e per la scrittura. Studiando la letteratura italiana della seconda parte del Settecento e le relazioni culturali tra l’Italia e la Russia, riscopre l’attività letteraria e politica dell’abate libertino Giovambattista Casti: agente segreto austriaco, coperto dalla carica ufficiale di segretario di Joseph Kaunitz, che fu ambasciatore imperiale presso la corte di Caterina II. Dal 1972 al 2014 dedica diversi scritti al Casti, pubblicandone anche l’epistolario inedito e l’edizione critica del Poema tartaro. Nel 2008 pubblica il romanzo Leninskij prospekt (Mosca, OLMA Media Group), che viene edito in italiano con il titolo Prospettiva Lenin da Feltrinelli (2010).

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